"Essere se stessi è una virtù esclusiva
dei bambini, dei matti e dei solitari"
F. De André

La musica è un mezzo di comunicazione molto potente e affascinante. Ha il potere di "adattarsi" a tutte le età, trasmettendo immagini e significati sempre diversi e sempre più profondi. Ed è proprio per questo che questa iniziativa, grazie soprattutto all'impegno di Raffaella Tito e della Dirigente Paola Ercolano, ricopre un ruolo fondamentale nella formazione dei cittadini del futuro: riuscire a parlare anche di temi più complessi ai ragazzi e alle ragazze della nostra scuola. La musica e le canzoni, compagne di viaggio, compagne di vita.
Claudio Loconsole, Assessore all’istruzione Comune di Cascina (PI)
La musica 2è poesia e Raffaella Tito lo sa bene. Talmente bene che la passione per Fabrizio De André ed il suo poetare in musica sono diventate per lei occasione e viatico di trasmissione, ai suoi giovani studenti, di valori supremi come l’inclusione, la valorizzazione delle differenze, il rispetto dell’umanità.
Cos'altro è la musica, come la cultura, se non la bussola che orienta il nostro andare? Insegnanti innamorati dei ragazzi, come Raffaella Tito e dirigenti scolastici lungimiranti e aperti, come Paola Ercolano, sono risorse preziose e punti di riferimento nella fase in cui si definiscono le personalità delle donne e degli uomini di domani, oltre che i capisaldi delle coscienze di ognuno. Questa è la scuola che ci piace: scuola di vita.
Bice Del Giudice, Assessore alla cultura Comune di Cascina (PI)
“Chiedi a Fabrizio”…
Una risposta che nasconde molte domande: - perché Fabrizio ha scritto questa canzone? - chi era Don Raffae’? - dove era quando ha scritto questo testo? - perché ha ulizzato questo ritmo?...
Curiosità e domande che aiutano ad entrare nella musica e nella poetica di un grande artista, apparentemente difficile, ma che può essere spiegata a bambini e studenti , utilizzando la creatività, puntando sul coinvolgimento emotivo, servendosi di gesti e parole che rispondono alle tante domande.
Se le domande giungono dalla curiosità dei ragazzi, chi risponde, per voce di Fabrizio, è l’insegnante Raffaella Tito che ha dato vita a questo progetto, mettendo in campo non solo una conoscenza profonda dell’artista, ma anche una grande competenza musicale insieme alla grande capacità di coinvolgimento di adulti e studenti.
Un percorso che è nato alcuni anni fa e che negli ultimi due anni è diventato il “gancio” nel passaggio dei nostri studenti dalla scuola Primaria alla Scuola Secondaria di I grado. Una scelta derivata dal desiderio di valorizzazione la figura e la musica di Fabrizio de Andrè al quale il nostro istituto, con grande orgoglio e soddisfazione, è intitolato da venti anni.
Proprio quest’anno ,in occasione del ventennale, il percorso “Chiedi a Fabrizio”, rinnovato anche nella scelta dei brani, sarà uno dei momenti commemorativi di questa ricorrenza: il completamento di un percorso di ascolto, comprensione e di interpretazione portato avanti dai ragazzi, insieme alla “Maestra Raffaella”.
Questo opuscolo raccoglie, in poche pagine, alcuni momenti di questa ricerca , lasciando ad ognuno di noi la fantasia, libertà e lo stupore di addentrarsi nelle splendide musiche e parole di Fabrizio de Andrè.
Ed è questo il desiderio più grande, la finalità di questo progetto, che speriamo possa regalare non solo piccole e semplici risposte, ma anche suscitare negli studenti la curiosità e il desiderio di conoscere e comprendere pensieri importanti nascosti dietro le parole, la musica e l’impegno di grandi artisti come Fabrizio de Andrè
Paola Ercolano, Dirigente scolastica
Riassunto delle puntate precedenti
- Geordie
“Impiccheranno Geordie con una corda d’oro...”
- La canzone di Marinella
“Questa di Marinella è la storia vera, che scivolò nel fiume a primavera”
- Il pescatore
“...e aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”
- La guerra di Piero
“... che aveva il tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore”
- Se ti tagliassero a pezzetti
“Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe, il regno dei ragni cucirebbe la pelle...”
- Volta la carta
“C’è una donna che semina il grano, volta la carta si vede il villano”
- Pitzinnos in sa gherra
“... tutti seduti giù per terra, pitzinnos in sa gherra”
- Il suonatore Jones
“In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità”
- Girotondo
“La terra è tutta nostra, Marcondiro'ndera, ne faremo una gran giostra, marcondiro'ndà”
- Franziska
“Tu bandito senza luna, senza stelle e senza fortuna,
questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile”
- Fiume Sand Creek
“... fu un generale di vent’anni, occhi turchini e giacca uguale”
- Via del Campo
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”
- Canzone per l’estate
“Com’è che non riesci più a volare ? ...”
- Maria nella bottega d’un falegname
“...ma tre croci, due per chi disertò per rubare, la più grande per chi guerra insegnò a disertare”
- Ho visto Nina volare
“mastica e sputa, da una parte il miele, mastica e sputa, dall’altra la cera…”
- Crêuza de mä
“Umbre de muri, muri de mainé, dunde ne vegnì, duve l'è ch'ané …”
- Don Raffae’
“Ah, che bell' 'o cafè, ..., co' a ricetta ch'a Ciccirinella, compagno di cella, c'ha dato mammà”
- Khorakhané (a forza di essere vento)
“Ora alzatevi spose bambine, ... , con le vene celesti dei polsi, anche oggi si va a caritare…”
- Dolcenera
“...nera che non si vedeva da una vita intera così Dolcenera nera”
- Quello che non ho
“Quello che non ho è una camicia bianca, quello che non ho è un segreto in banca...”
- Canzone dell’amore perduto
“...non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza...”
- ‘Â çímma
“Çè serén tèra scûa, carne ténia nu fâte néigra, nu turnâ dûa,
e 'nt'ou núme de Maria, tûtti diài da sta pûgnatta, anène via”
Nella mia ora di libertà
Che cos’è l’ ”ora di libertà” ?
E’ l’ora in cui ai carcerati viene concesso di uscire dalla cella per respirare l’aria del cortile, la loro ora di “libertà”. E il protagonista della canzone, incarcerato per errore, rivolgendosi ai giudici dice: “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.”
Perché i carcerati imprigionano le guardie ?
Perché le guardie sono il simbolo di quel potere che decide chi deve essere libero e chi prigioniero. Ma anche loro sono intrappolati in un ruolo e in una società, tanto quanto colui che è in cella.
La ballata dell’amore cieco
Perché un storia così macabra ?
In realtà non si tratta di un fatto realmente acca-duto ma di una storia di fantasia tratta da una poesia francese di Jean Richepin.
E perché allora il brano ha un ritmo allegro ?
Il tempo swing, degno di una gioiosa filastrocca, serve per fare da contrasto con il contenuto dram-matico e le scene forti descritte nella canzone.
Preghiera in gennaio
Perché preghiera ?
La canzone parla della tragedia di Luigi Tenco, un mio amico cantante, ligure come me, che nel 1967 si uccise a Sanremo a soli 29 anni perché la sua canzone venne esclusa dal Festival; è una sorta di preghiera dove mi rivolgo a Dio dicendogli di avere pietà per il mio amico morto suicida e di riservargli un posto in paradiso.
E perché gennaio ?
Perché la fine di gennaio/inizio febbraio era, ed è, il periodo in cui si svolge a Sanremo, in Liguria, il Festival della canzone italiana, al quale quell’anno partecipò il mio amico.
Bocca di rosa
Chi è “Bocca di rosa” ?
“Bocca di rosa” era una ragazza, dai comportamenti libertini, che un giorno arrivò in un paesino ligure, uno di quei posti dove “tutti sanno tutto”.
A parte la storia, qual’è il senso del brano ?
In questa canzone volevo parlare di due cose, della gelosia, che porta le donne del paese a cercare di mandare via “Bocca di rosa” dal paese, ma soprattutto dell’ipocrisia di molte persone, che pubblicamente condanna la donna, ma in privato “si prenota per due ore”, prete compreso, che pare ben conciliare “l’amore sacro con l’amor profano”.

La città vecchia
Di quale città parli ?
Indovinate un po’ ? Genova ! In questa canzone descrivo una serie di "quadri" di vita di un quartiere genovese del centro storico.
Anche stavolta parli di esclusi, perché ?
La “Città vecchia” è il mondo degli emarginati, così spesso dimenticati, persino dal "buon Dio". Chi siamo noi per giudicare chi è buono e chi è cattivo ? Prostitute e malviventi mi sono quasi simpatici, perché raffigurano la schiettezza e la semplicità contro l’ ipocrisia dei “professori” benpensanti.
Carlo Martello ritorna
dalla battaglia di Poitiers
E’ vero che il testo non l’hai scritto tu ?
E’ verissimo; il testo di questa canzone l’ha scritto il mio carissimo amico Paolo Villaggio, di Genova come me, il famoso “Fantozzi”.
Ma prendi in giro un Re ?
I Re sono un po’ strani e pensano di poter fare sempre ciò che vogliono; in questo caso no: lui pensa, in quanto Re, di poter abusare della signora in questione ma niente da fare, deve pagare !
Andrea
Chi era Andrea ?
Andrea è esistito veramente ed era un ragazzo innamorato, come talvolta capita, di una persona del suo stesso sesso, un soldato, “riccioli neri”.
Perché Andrea è disperato ?
L’amico di Andrea viene ucciso in guerra e lui, disperato di aver perso l’amore, si getta nel pozzo; è un fatto reale, successo veramente; solo che la stampa dell’epoca non pubblicò la notizia, vista la particolarità del rapporto che esisteva tra i due ragazzi.
Un giudice
Perché insisti molto sulla statura ?
La statura non è solo quella fisica, ma anche quella morale; il giudice, dapprima umiliato e deriso dagli altri, acquisisce il potere e diventa maligno, abusando della sua posizione e sfogando la sua fru-strazione sul malcapitato di turno, oggetto del giudizio di “Vostro Onore”.
Qual è il senso della canzone ?
Il brano sottolinea il tema dell’invidia, che spinge il giudice ad agire in modo scorretto, vendicandosi di chi in passato lo aveva deriso a causa della sua bassa statura.

Un matto
Parli di qualcuno in particolare ?
Parlo di un ragazzo, vissuto veramente, che aveva problemi cognitivi e comunicativi, per questo il villaggio dove viveva iniziò a considerarlo scemo e anormale, fino addirittura a farlo chiudere in un manicomio
Chi è il “matto” ?
Il “matto” è uno dei tanti emarginati, tutti quelli additati dalla folla, che avrebbero molto da dire ma che non riescono a trovare le parole giuste; in questa canzone ho voluto dare voce anche a lui.
Verdi pascoli
Cosa significa “stelle e strisce” ?
“Stelle e strisce” è un riferimento alla bandiera de-gli Stati Uniti d’America, in cui sono presenti questi due elementi. “La notte finirà col le sue stelle arrugginite in fondo al mare” è un auspicio che l’oppressione degli invasori un giorno terminerà.
Cosa sono i “verdi pascoli” ?
Nella cultura dei nativi americani i “verdi pascoli” rappresentano il Paradiso; nella mia canzone sono la speranza di un mondo migliore, la liberazione dall’oppressione, che in questo caso può significare anche morire.
Annotazioni
Sono un'insegnante dell'I.C. "F. De André" di San Frediano a Settimo.(Pisa). Lavorare in una scuola intitolata a "Faber" è per me un onore e un privilegio, oltre che un continuo spunto di riflessione.
D'altronde spiegare De André ai giovani non è facile; ho cominciato durante la DAD con alcuni podcast dedicati ad altrettante canzoni di Fabrizio e oggi porto a conclusione il mio lavoro con questo terzo opuscolo, presentando brani e argomenti più complessi, sicura anche stavolta di cat-turare la curiosità dei ragazzi.
Il mio progetto termina qui, ho imparato tante cose studiando questi testi, e sono certa di avere acceso negli alunni la necessità di ascoltare, con un’attenzione sempre più adulta, la poesia in musica di Fabrizio De André, al quale il mio Istituto Comprensivo è intitolato.
Raffaella Tito

Credits
si ringraziano:
- l'Istituto Comprensivo "F. De André" di San Frediano a Settimo (PI) nella persona della dirigente Paola Ercolano per aver creduto e sostenuto la mia idea;
- la sezione Soci di Cascina (PI) di unicoopFirenze per la stampa;
- i bambini e i ragazzi, che con la loro curiosità hanno arricchito questo libro;
- l'Amministrazione Comunale di Cascina (PI) per avermi sostenuta e incorag-giata;
- Emanuele Guazzi per le registrazioni audio e l'editing del libro;
- Alberto Guazzi per la postproduzione e la finalizzazione della tracce audio;
- Valentina Ducci per la foto in classe;
- Anna Morelli per la chitarra-spilla personalizzata.

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