Libro creato per parlare sull'era paleozoica e su tutti gli sviluppi che sono avvenuti
Buona Lettura!!!

L' Era Paleozòica è suddivisa in diverse fasi:
Cambriàno (542-488 Ma FA);
Ondroviciàno (488-444 Ma FA);
Siluriàno (444-419 Ma FA);
Devoniàno (419-360 Ma FA);
Carbonifero (360-300 Ma FA);
Permiàno (300-251 Ma FA)
Cambriano
cosa c'era?
Gli oceani nel periodo Cambriano sembrano essere diffusi, ma poco profondi. Si crede che il clima durante il Cambriano fosse notevolmente più caldo che nei periodi precedenti. Si sono trovati molti resti di organismi risalenti a questo periodo, mentre nessuna traccia di piante,probabilmente però in alcune aree erano presenti in strati sottili licheni,alghe o microscopici funghi.Le più antiche rocce presenti in Italia risalgono al Cambriano e affiorano principalmente nella Sardegna meridionale. Queste rocce si sono depositate in bacini marini poco profondi, i cui fossili includono animali primitivi come gli archeociatidi, le meduse, i brachiopodi e i trilobiti.
Ordoviciano
nelle acque cosa succede?
Nell'ordoviciano i generi della fauna marina in pratica si quadruplicarono, In Nord America ed in Europa questo periodo fu caratterizzato da mari continentali poco profondi e ricchi di vita.I primi Briozoi e le prime barriere coralline apparvero nel corso dell'Ordoviciano, incrementando la biodiversità delle comunità di piattaforma carbonatica. I Molluschi, che apparvero,come i coralli aermatipici (non biocostruttori), divennero comuni e differenziati, specialmente bivalvi, gasteropodi e nautiloidi cefalopodi.
Siluriàno
Dove? Quando? Perchè?
Nella Scala dei tempi geologici, il Siluriano, meno comunemente "Silurico", dal nome dell'antico popolo gallese dei Siluri, nel cui territorio furono individuate le rocce sedimentarie tipiche di questa età, è il terzo dei sei periodi in cui è suddivisa l'era del Paleozoico, che a sua volta è la prima delle tre ere in cui è suddiviso l'eone Fanerozoico.
Il Siluriano è compreso tra 443,7 ± 1,5 e 416,0 ± 2,8 milioni di anni fa (Ma),preceduto dall'Ordoviciano e seguito dal Devoniano.Dopo le estinzioni di massa della fine dell'Ordoviciano, molti dei taxa che erano stati quasi decimati, ripresero l'espansione. Il clima caldo e umido favorì lo sviluppo della vita marina. Fecero la loro prima comparsa le barriere coralline
Devoniàno
Nella Scala dei tempi geologici, il Devoniano (da Devon, contea dell'Inghilterra dove gli affioramenti di rocce di questo periodo sono abbondanti) è il quarto dei sei periodi in cui è suddivisa l'era del Paleozoico, che a sua volta è la prima delle tre in cui è suddiviso l'eone Fanerozoico. Il Devoniano è compreso tra 416,0 ± 2,8 e 359,2 ± 2,5 milioni di anni fa (Ma), preceduto dal Siluriano e seguito dal Carbonifero.
Alla fine del Devoniano scomparve circa il 60% delle specie allora viventi, in seguito ad una estinzione di massa che alcuni studiosi attribuiscono, come quella dei dinosauri nel Cretaceo, all'impatto di un asteroide con la Terra.In questo periodo, detto anche "Età dei pesci", tra gli artropodi compaiono gli insetti,nei mari, le comunità di piattaforma carbonatica raggiungono il massimo sviluppo e la massima diversificazione di tutto il Paleozoico, con comunità a tetracoralli ,tabulati e stromatoporoidi.
CarBonifero
Il Carbonifero è il quinto dei sei periodi in cui è suddiviso il Paleozoico, che a sua volta è la prima delle tre ere in cui è suddiviso l'eone Fanerozoico. Il Carbonifero è compreso tra 359,2 ± 2,5 e 299,0 ± 0,8 milioni di anni fa (Ma), preceduto dal Devoniano e seguito dal Permiano.
Nella fauna marina molto numerosi sono i foraminiferi, soprattutto fusuline, che costituiscono in massima parte i calcari della Russia, dell'Iran, della Cina e del Giappone. Diffusi sono i tetracoralli e i tabulati nelle facies di piattaforma carbonatica; tra gli echinodermi, i blastoidi e i crinoidi sono le forme più diffuse; fra i brachiopodi, i productidi e gli spiriferidi. Tra i molluschi si verifica un continuo sviluppo dei cefalopodi, mentre tra gli artropodi sono in regresso i trilobiti. Nelle acque dolci vivevano crostacei fillopodi e gasteropodi polmonati. Sulla terraferma erano presenti grandi artropodi: aracnidi (soprattutto scorpionidi), miriapodi e in-setti.
Tra i vertebrati, grande espansione hanno i primitivi pesci ossei (tra cui i paleonisciformi) e i pesci cartilaginei, che si diversificano dando vita a strane forme oggi scomparse, come gli Eugeneodontida, i Chondrenchelyida e i Symmoriida, e agli antenati degli squali odierni. Fossili eccezionali di queste forme sono quelle rinvenute nel deposito di Bear Gulch, in Montana. I placodermi, così come la maggior parte degli agnati, erano già scomparsi nel Devoniano. I tetrapodi conoscono una notevole espansione, anche se nella documentazione fossile sono assenti per circa 20 milioni di anni (il cosiddetto “Romer's gap”). Accanto a forme di incerta collocazione (Crassigyrinus, Loxommatidae) nel Carbonifero inferiore si possono già riconoscere i primi rappresentanti dei temnospondili, che divennero particolarmente floridi verso la fine del periodo e nel Permiano. I lepospondili,
dal canto loro, sviluppano subito forme molto specializzate (Aistopoda). I rettiliomorfi si evolvono fino a produrre forme semiacquatiche (Embolomeri) e terrestri; queste ultime diedero origine ai primi veri rettili. Nel giacimento di Joggins in Nuova Scozia sono stati rinvenuti numerosi resti di questi primitivi rettili (per esempio Hylonomus) conservati all'interno di tronchi d'albero cavi. Contemporaneamente a questi animali si svilupparono anche i primi sinapsidi
Fase Permiàna
Ultima fase
Il Permiano è l'ultimo dei sei periodi in cui è divisa l'era geologica del Paleozoico e si estende da 299,0 ± 0,8 a 251,0 ± 0,4 milioni di anni fa. È compreso tra il Carbonifero e il Triassico, il primo periodo della successiva era del Mesozoico.
Fu così battezzato dal geologo inglese Roderick Murchison intorno al 1840, basandosi sugli strati di rocce rosse che occupano una vasto bacino ad ovest degli Urali, in corrispondenza dell'antico stato di Permia, in Russia.
La fine del periodo è caratterizzata dalla più importante estinzione di massa nella storia della Terra, l'estinzione di massa del Permiano-Triassico.
Il limite con il Carbonifero è stato fissato in base a considerazioni essenzialmente litostratigrafiche e non fondato su di un marcato break faunistico.
In base a ciò, è risultato sempre molto difficile stabilire con precisione l'inizio del Permiano al di fuori del bacino russo. Nell'Europa centrale si tende a porre il passaggio fra i due sistemi alla scomparsa delle intercalazioni di carbone al contemporaneo inizio dei sedimenti rossi, ma è incerto se il limite determinato in questo modo sia strettamente coevo con quello fissato sulla piattaforma russa. Nella Tetide l'inizio del Permiano viene stabilito attraverso correlazioni biostratigrafiche a mezzo soprattutto di fusuline e brachiopodi, correlazioni, tuttavia, rese difficili dal fatto che il bacino russo e la Tetide appartengono a diverse province biogeografiche e quindi presentano faune dissimili in gran parte degli elementi. Ben determinato risulta invece il limite superiore del Permiano, coincidente al passaggio Paleozoico-Mesozoico.
la pangea
In paleogeografia, Pangea è il supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico.
Il nome "Pangea" fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti. Il vasto oceano (o "superoceano") che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa ("tutto il mare"), mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide.
La Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo della tettonica delle placche, dando luogo ad altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud). Dall'ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.
Fu all'inizio del XX secolo che il fisico tedesco Alfred Wegener fu attirato da una strana coincidenza: la forma della costa occidentale del continente africano e quella della costa orientale del continente sudamericano combaciavano perfettamente. Wegener, a conferma della sua teoria, portò altre prove, quali la natura geologicamente simile delle rocce dei continenti che idealmente si incastravano e alcuni ritrovamenti fossili del rettile Mesosaurus e della felce Glossopteris, distribuiti in fasce che abbracciavano i due continenti e che facevano ipotizzare che in passato fossero uniti in un solo continente. Nonostante queste prove la sua teoria fu ritenuta bizzarra e non venne accettata.
In effetti Wegener, con i mezzi e le conoscenze a disposizione nel secolo scorso, non poteva spiegare come e perché da quest'unica Pangea si fossero poi distaccati i vari continenti e da che cosa potesse nascere la forza responsabile dei loro spostamenti successivi.
Oggi si sa che la causa è associata ai moti convettivi interni del pianeta, dovuti alla differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno della terra, tema ampiamente trattato nella teoria della Tettonica delle placche.
La teoria sulla Pangea è oggi largamente accettata, e viene detta teoria della Deriva dei continenti. I geologi ipotizzano anzi che la Pangea sia stata preceduta da diversi altri supercontinenti, tra cui la Pannotia, la Rodinia e la Vaalbara. Difatti tale ipotesi è suffragata dalla realistica possibilità che il magma abbia cominciato a solidificarsi non a partire da un singolo punto, ma da due punti, i due punti più freddi del pianeta, come è oggi per i due poli. E quindi due supercontinenti, che col progressivo raffreddamento e solidificazione del magma si sarebbero espansi ciascuno in direzione dell'equatore, fino ad unirsi/scontrarsi formando la Pangea.

Grazie della lettura. Speriamo che sia stata di vostro gradimento.
Alla Prossima Creazione!!!

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