
La Sicilia Crocevia di
Culture diverse

ARRIVO DEGLI ARABI IN SICILIA
Nel IX secolo i musulmani dal Nordafrica invasero la Sicilia, conquistarono Palermo e l'intera isola nel 965. E furono proprio i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo, città nella quale è rimasta, da allora. Nella città si costruirono centinaia di moschee, palazzi e giardini. Canneti, palmeti, eucalipti caratterizzarono il paesaggio e numerosi laghetti lo abbellirono, donandogli quasi un aspetto fiabesco. Nel periodo musulmano, Palermo divenne una città importante nei commerci e nella cultura, secondo il geografo e viaggiatore Ibn Hawqal, la città era famosa perché al suo interno erano presenti più di 300 moschee; era conosciuta in tutto il mondo arabo. Fu un periodo di prosperità e tolleranza: i cristiani e gli ebrei vivevano in armonia con i musulmani.

SPLENDORE E PROSPERITÀ DELLA SICILIA
POTENTE EMIRATO ARABO
Durante la dominazione araba, Palermo divenne una terra ricca e florida, sede di un potente emirato, la Sicilia, godette di un periodo lungo di prosperità. Vennero introdotte tecniche innovative nell'agricoltura, abolita la monocoltura del grano ,si passò alla varietà delle coltivazioni: quella degli agrumi, dei cocomeri, dei papiri, della canna da zucchero, del cotone, della canapa e si praticò anche l’allevamento del baco da seta. Nel commercio, l'isola fu inserita in un'estesa rete marittima, divenendo il punto centrale degli scambi con i popoli vicini del Mediterraneo. Si commerciarono nuovi prodotti tra cui stoffe di seta, le paste lavorate, le frutte secche, il cotone, il corallo, lo zucchero, il sale, la carta di papiro. Palermo divenne un emporio commerciale e forse la città più ricca d'Europa
SICILIA, POSSIBILE "PARADISO DELLA TERRA"
Gli Arabi si innamorarono della Sicilia , diventarono Siciliani, popolarono le campagne con nuovi insediamenti e rifondarono gli antichi casali, resero la Sicilia simile ad un giardino di delizie e la esaltarono come un luogo incantato , terra che suscitava ammirazione. Da un mercante proveniente da Bagdad, si legge di un'isola piena di boschi, acqua e colture pregiate. Gli arabi furono abili ingegneri , idraulici , costruirono canali di irrigazione che ancora oggi a Palermo ne sono testimonianza i "quanat". È anche assai probabile che a Palermo fosse attivo un ṭirāz, laboratorio in cui le autorità sovrane facevano creare tessuti di grande pregio.
SICILIA "REGNO DELLA TOLLERANZA "
Gli Arabi dapprima perseguitarono i cristiani, ma poi lasciarono libertà di culto facendo loro pagare la "gìzia”, un tributo annuo per mantenere fiorenti i commerci grazie alla pacificazione. Fu un periodo di prosperità e di convivenza pacifica tra le popolazioni locali,, a PALERMO i cristiani e gli ebrei vivevano in armonia con i musulmani. Ai Siciliani fu consentito di praticare il proprio culto in forma privata e nelle chiese già esistenti. Per un periodo Palermo fu la capitale della tolleranza in cui popolazioni di diverse culture convivevano pacificamente nel rispetto reciproco. Palermo assume un ruolo di grande prestigio in tutto il Mediterraneo: accoglie stranieri da ogni parte, moltiplica il numero degli abitanti.Si parlava e si scriveva in lingua greca, latina e araba. Nel contesto urbano della città c'erano chiese, moschee e sinagoghe.,
La Sicilia tra leggenda e realtà
SI NARRA CHE . . .
Quando gli Arabi conquistarono la Sicilia, i Siciliani non ne furono felici. Fra le due fazioni nacquero subito molte ostilità. Il re degli Arabi aveva una figlia di nome Nevara che odiava la guerra e convinse il padre a non usare la violenza. Così, il padre permise ai Siciliani di continuare a coltivare le terre e commerciare ( via mare e via terra) però impose loro di non usare armi , nè cavalcare cavalli e nè di suonare le campane delle chiese.

E' possibile coltivare le terre e commerciare
E' vietato usare le armi , cavalcare cavalli e suonare le campane delle chiese
Per i Siciliani fu facile nascondere le armi, ma non riuscirono a fare a meno di cavalcare . Per questo, si vendicarono avvelenando gli abbeveratoi e facendo morire tutti i cavalli dell' isola.
Gli Arabi tentarono di fare rifornimento di cavalli con le loro navi, ma la tempesta le fece affondare, tranne quella che conteneva gli asini di Pantelleria . Quando i Siciliani videro gli Sceicchi cavalcare gli asini li derisero al punto che, li chiamarono "scecchi". Il re Miramolino, adirato, decise di fare inchinare i Siciliani al passaggio degli asini , ma la figlia però lo fece riflettere e il re decise di revocare l'ordinanza . Da quel momento i due popoli vissero rispettandosi reciprocamente. Vicino alle chiese cristiane sorsero le moschee e ognuno pregava il proprio Dio , lavoravano in armonia, e commerciavano pacificamente.
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Alunni delle classi quinte C ed E
D. didattica "P. Novelli" Monreale


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