Alla nostra famiglia
Ai nostri amici
Alla scuola
Alle nostre maestre
a cura di
Marilisa Gorini
&
Elisa Biondi

INDICE
1.Acrostico pag. 4
2.Il Lonfo pag.6
4.Conte e Filastrocche pag.9
5. Il Nonsense pag.14
6. Il Limerick pag.16
7.Tautogramma pag.19
8.Proverbi Impazziti pag.21
9.Oggetti Parlanti pag.24
10.La Magica Medicina pag.27
11.Sbagliando...s'inventa pag.32
12.Testi Fantastici - La fattoria é salva pag.41-42
Lavanderiosa pag.46
13.Fiabe - Varicella pag.50-51
Teo e Meo pag.54
La corona magica pag.58
La principessa e il principe pag.60
14.La favola - Il piccione e il picchio pag.63-64
15.La Leggenda - Un virus con la corona pag.69
Perché la lucciola brilla pag.73
Perché il castoro sbatte la coda pag.76
Perché il coniglio ha le orecchie lunghe pag.79
1.Acrostico
Dopo esserci "riscaldati" con l'anagramma, il metagramma e il rebus, abbiamo provato a trovare parole e creare frasi legate alle iniziali di una parola scritta in verticale.
Splende
Tanto
E
Luccica
Lassù
Armoniosa
Gioco
In
Amicizia
Dando
Amore
Sono
Una
Sirena
Avventurosa che
Nuota
Negli
Abissi
Kevin è un
Esperto
Vivace e
Interessato alla
Natura
Luminose
Unite
Colorano
Intensamente
Da
Ogni
Nonno
Impacchettati
3.Il Lonfo
E' un esempio di poesia metasemantica, composta in una lingua inventata che prova a essere evocativa solo sulla base dell’elemento uditivo. Così facendo, una serie di parole assumono dei suoni e delle forme, ma perché assumano un significato bisogna anche stare attenti alla grammatica e alla sintassi.
Un bardo baderzo
Un giorno, un bardo molto baderzo orcospinava in riva a un battolo,
quando ovvì un maccodonto tecnocco che tranquillamente stava camando.
Allora il bardo vezzettò, con un brustazzo forlo, l’arcusso tecnococco che, da quel giorno, sbeddì in un tocciadevole londo.
(classe 3B - Alessandro P.)





Vattene via!!! Questa è la mia zona, altrimenti ti VEZZETTO!!!!


4.Conte e filastrocche
Sono canzoncine e composizioni ritmate,
che vengono recitate dai bambini nei loro giochi o dagli adulti per divertire, calmare, addormentare i bambini .
An ghin ga
An ghin ga
oggi ho visto un baccalà
dove andava chi lo sa,
forse andava in fattoria
a trovare zio Tobia,
forse andava a lavorare
da spazzino in fondo al mare,
forse andava al ristorante
col vestito più elegante
An ghin ga
Esci fuori per di là.
(classe 3B - Rinad))








Un, due, tre...
Un, due, tre
La Peppina fa il caffé,
fa il caffé con la pancetta,
la Peppina va di fretta,
Va di fretta al mercato
a comprar del cioccolato,
ma si scorda di pagare
e le tocca lavorare:
fa scontrini, vende frutta
e la spazzatura butta.
(classe 3B - Diego)







5.Il Nonsense
E' una breve composizione poetica fantastica o divertente, che presenta personaggi strani in azioni stravaganti e surreali.


L'uccello bianco
salta stanco
si chiama barbagianni
e non fa mai inganni.
L'uccello rosso
salta nel fosso
si chiama fringuello,
si lancia con l'ombrello.
L'uccello nero
salta sul pero,
si chiama Otello
e indossa il cappello.

L'uccello giallo
salta su un gallo,
si chiama Cristiano
e becca la mano.


6.Il Limerick
E' una sorta di breve filastrocca per bambini, fa parte dei nonsense.
I limerick si compongono di un verso che introduce alla storiella, un altro che ne definisce la qualità, quindi due versi che ne spiegano l’azione, infine la conclusione.
La mucca ballerina
si è allenata giù in cantina
col tutù e con le scarpette
lei fa tante piroette
e per rimanere in forza
mangia limoni con la scorza.

La mucca del macello
é molto brava col coltello,
a chi chiede un "pezzo bello"
lei dà un etto di Marcello.
Coi bambini birichini
ci fa un sacco di spiedini.


Susanna
aveva un gatto
bianco, grigio e tutto matto
e per farlo un po’ calmare
gli portava da mangiare
pasta calda con la panna
quella birichina di Susanna.
Mattia
aveva un cane
che adorava pasta e pane
e per farlo dimagrire
lo obbligava a pulire,
a spolverare e a metter via,
quel furbetto di Mattia.
7.Il Tautogramma
Il tautogramma è un componimento in cui tutte le parole (o i versi, in caso di poesie) cominciano con la stessa lettera.
La mamma di Melissa mangia in macchina un melone maturo, mentre suo marito morde una mela.
Paolo il postino porta un pacco pesante, pieno di pesi e palloni, a Pietro, il proprietario della palestra “Peso Perfetto”.
M
P
Proverbi impazziti
Abbiamo attinto alla saggezza dei proverbi ... ma abbiamo fatto un po' di confusione
Cielo a Pecorelle,
Pasqua con chi vuoi!
Il lupo perde il pelo
e ci lascia lo zampino.


Chi nasce tondo,
raccoglie tempesta.
Natale con i tuoi
é sempre più verde.


8.Oggetti Parlanti
Ci siamo poi chiesti che cosa ci racconterebbero gli oggetti se potessero parlarci?
Ciao! Mi chiamo Caffettiera e vivo da anni nella casa dei Nanni.
Mi metto al lavoro sempre presto al mattino, per svegliare i miei padroni.
Mi accendo anche dopo ogni pasto, per fare digerire chi é sazio.
Quando mi mettono sul fuoco, mi inizio a scaldare e sbuffo un po' ed é allora che faccio sentire sento il mio buon odorino di caffé.
Nel pomeriggio, anche se schiaccio un pisolino e mi risvegliano per un caffettino, son felice perché sto in compagnia.
Non mi arrabbio mai perché in questa casa tutti mi trattano bene e mi amano.
(Giada)

Ciao! Sono Lulù e sono una ranocchia di peluche.
Vivo da nove anni nella casa dei Savioli.
Mi piace tanto stare nel letto con la mia padroncina Allegra: sto con lei da quando aveva due mesi.
Quando arriva la sera mi diverto un sacco perché Allegra mi riempie di coccole...ogni tanto facciamo anche dei bei pigiama party!
(Allegra)

9.La Magica Medicina
Il vero segreto di un buon scrittore é essere un buon lettore... quest'anno ci hanno tenuto compagnia, in particolare, due scrittori fantasiosi e creativi: Gianni Rodari e a Roal Dahl
Io preparerei una medicina magica alla Giada, per farla diventare più cattiva.
Userei questi ingredienti: schiuma da barba, pollo, limone, arancia, ananas, occhio di anatra, funghi velenosi (giusto una manciata), mascherina, cervello di gallina, gel per capelli, vermi, acqua sporca, lumache morte, fragole e ciliegie per dare un buon profumo.
Mischierei tutti gli ingredienti in una ciotola, poi la metterei in frigo finchè non diventa nera.
A quel punto la farei bere alla Giada che, dopo qualche secondo, si trasformerebbe in un diavoletto dispettoso tutto rosso!
(Riccardo)












Io vorrei preparare una magica medicina per mio cugino, perché urla troppo. Ci metterei del bicarbonato, olio riciclato, limone, schiuma da barba, acido citrico, due o tre gocce di sonnifero. Il tutto va cotto al forno; quando è pronto si aggiunge una manciata di pepe e si offre come soufflé. Di sicuro per un po’ non urlerebbe mio cugino!(Douaa)


10."Sbagliando s'inventa"
Gianni Rodari ha sempre sostenuto l’importanza e il valore dell’errore: “Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli!"
E così é nato il nostro primo testo fantastico collettivo.
Il Capello di Babbo Natale
Era una normale e mai tranquilla giornata di scuola, la maestra come sempre è in ritardo sulla “tabella di marcia” e ci fa scrivere i compiti all’ultimo minuto!
Italiano: ricordati di portare il capello di Babbo Natale!
Velocemente facciamo lo zaino; una volta a casa
apriamo il diario e leggiamo bene … scoppia il panico!
CLEO
Ragazze, avete visto il compito? Anche da voi c’é scritto “Il capello di Babbo Natale”?

ARABELLA
Sì...cosa facciamo? Bisogna organizzarsi...vediamoci in Piazza fra un’ora!
IRMA
Veniamo già pronti e con uno zainetto per il viaggio?
ROBERTA
Sì...mi raccomando, copriteli bene! Fa freddo in Lapponia!
KATIUSCIA
Ho guardato gli orari dei treni per la Finlandia, faccio io i biglietti per tutti!
MARILENA
Speriamo bene… Ce la faranno da soli?
DENISE
Ma certo, tranquille...vedrete che entro domani sera saranno di ritorno!
Una volta in treno ci siamo rifocillati con la buonissima torta di mele di Serena che Penelope ha portato per tutti.
Durante il viaggio c’é chi canta, chi guarda il panorama dal finestrino, chi gioca con la Switch...e in un batter d’occhio sentiamo annunciare “Prossima fermata: Rovaniemi - Lapponia”.
Scendiamo dal treno: ci guardiamo intorno e lentamente ci incamminiamo.
Ad un certo punto Allegra grida: “Wow! Guardate lassù! C’é una slitta! ... E’ vero, una slitta trainata da magnifiche magiche renne sta volando nel cielo sopra di noi! Poco dopo atterra vicino alla strada che stiamo percorrendo e un elfo ci saluta, come se sapesse del nostro arrivo, ci invita a salire e promette di accompagnarci alla casa di Babbo Natale.
Il paesaggio é tutto innevato, la temperatura é molto bassa e noi tremiamo dal freddo!
Per fortuna arriviamo in fretta, bussiamo alla porta e una voce risponde: “Chi è?”
“Siamo i bambini della classe 3B di Gatteo, possiamo entrare?”
La porta si apre e con sorpresa si presenta a noi un simpatico alto nonnetto...é proprio lui, Babbo Natale in persona!
Molto gentilmente, ci fa sedere, ci offre una tazza di cioccolata calda e ci chiede che cosa desideriamo a Natale.
Noi, emozionati, ci facciamo coraggio e gli chiediamo: “Ci daresti un tuo capello?”
Babbo Natale rimane a bocca aperta sbalordito, poi la richiude e risponde:
“Tutto qui? Ma certo, prendeteli pure…io ho un gel miracoloso che li fa ricrescere forti e in poco tempo”.
Noi senza fargli male prendiamo un capello ciascuno, lo ringraziamo e lo salutiamo.
La slitta ci riaccompagna alla stazione dei treni:
dalla stanchezza dormiamo per tutto il viaggio di ritorno. Appena scesi, chiamiamo i nostri genitori, che ci vengono a prendere, molto contenti e fieri perché ce la siamo cavata proprio bene!!
.
La mattina dopo, a scuola, mostriamo orgogliosi i capelli di Babbo Natale e raccontiamo alla maestra la nostra avventura. Lei scoppia a ridere e poi, scusandosi, spiega: “Io volevo ricordarvi di portare il cappello di Babbo Natale, da indossare per il coro!" Ci siamo sbagliati, ma siamo contenti dell'errore: così abbiamo visto la casa di Babbo Natale!
(classe 3B - Allegra, Kevin, Susanna)











LAPPONIA
CASA DI BABBO NATALE
Testi fantastici
...e così ci siamo messi alla prova in ogni tipo di testo, prima in modo collettivo poi individualmente
La fattoria é salva!
E’ una calda sera di giugno. La gallina Marta sta covando le uova nel pollaio.
Il gallo Riccardo la sta a guardare. All’improvviso un uovo si schiude e, con grande sorpresa, Marta e Riccardo vedono sbucare … un cucciolo di panda! Peloso, soffice e tenero… ma da dov’è sbucato?
Che ci fa un panda in una fattoria?
Il panda spiega a Marta e a Riccardo che ha il potere di teletrasportarsi dal futuro: è proprio nel futuro che ha visto un incendio! Il pollaio sarebbe andato a fuoco quella notte stessa …
Allora tutti insieme si mettono in cerca di qualche segnale, una fiammella, del fumo …
Mentre loro sono impegnati, vedono passare un fattorino che va a consegnare le pizze al contadino; prima di suonare il campanello, getta inavvertitamente la sigaretta ancora accesa che comincia a bruciare l’erba intorno …
Per fortuna, prima che si propaghi l’incendio, Marta, Riccardo e il panda prendono delle pistole ad acqua superpotenti e spengono il fuoco .
Il pollaio è salvo!
Il panda ha compiuto la sua missione e si teletrasporta verso nuove avventure!
(classe 3B - .Mattia_Schams)













Lavanderiosa
C’era una volta una principessa che stirava i panni di tutto il regno perché le piaceva, si rilassava così.
Un giorno si presentò al castello un orco grasso e con voce pesante sgridò la principessa perché aveva lasciato delle pieghe nei suoi vestiti e così malconcio l’orco non avrebbe potuto trovare moglie.
La principessa allora rivelò all’orco che il suo trucco magico per stirare bene i panni era la corona che indossava.
La corona infatti rilasciava potenti scie di vapore in grado di togliere le pieghe ad ogni abito.
Sentendo così l’orco le rubò la corona e scappò via.
Tutto il regno rimase con i vestiti sgualciti e in città iniziarono a infuriarsi.
Un giorno da un paese vicino arrivò un cavaliere e vide tutti gli abitanti arrabbiati.
La principessa nella piazza stava spiegando a tutti quello che era successo.
A quel punto il cavaliere decise di costruire una gigantesca lavanderia proprio nel centro della città.
La chiamò “LAVANDERIOSA”, era piena di lavatrici e ferri da stiro automatici.
Da quel momento tutte le persone del regno andarono lì per avere sempre i loro abiti puliti e stirati. Anche l'orco, grazie ai suoi vestiti sempre in ordine trovò una dolce mogliettina che si prendeva cura di lui.
(Nicolas)

LAVANDERIOSA




Fiabe
Uno scrittore alle prime armi comincia copiando...così abbiamo "trasformato" fiabe già note!
(Cappuccetto Rosso ha cambiato carattere e soprannome)
Varicella
C’era una volta una bambina un po’ birichina che tutti chiamavano Varicella, perché era rossa in viso ed era fastidiosa.
Un giorno andò nel bosco per consegnare un cesto alla sua nonna. Lungo il sentiero Varicella si divertiva a combinarne di tutti i colori: raccolse perfino un sasso, lo lanciò nel buco di un tronco e colpì un piccolo scoiattolo.
Lo scoiattolo si arrabbiò con Varicella, le lanciò il sasso indietro e cominciò a rincorrerla.
Varicella si perse nel bosco, non riusciva più a trovare il sentiero per la casa della nonna e iniziò a piangere. Lo scoiattolo, nel sentirla singhiozzare, decise di aiutarla e la accompagnò a casa della nonna.
Varicella, per ringraziare lo scoiattolo, gli propose di rimanere a mangiare con lei e la nonna. Dopo mangiato Varicella e lo scoiattolo tornarono a casa e da quel giorno diventarono amici.
(Gianluca)




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