Libro dedicato ai bambini di quarta e quinta primaria sulla tematica del bullismo.

C’era una volta un bambino di nome Pinocchio che viveva con il padre in un paesino di montagna, chiamato Socco. Portava vestiti stracciati perché suo padre, un umile falegname, non aveva abbastanza soldi per compragli vestiti adatti alla sua taglia. Nonostante ciò Pinocchio era un bambino ubbidiente, empatico e altruista che amava molto andare a scuola e stare insieme al suo amico Lucignolo.
Una bella mattina Lucignolo andò sotto casa di Pinocchio:
“Pinocchio, Pinocchio- gridava a squarciagola Lucignolo
– andiamo a scuola insieme?- aggiunse.
Pinocchio si affacciò alla finestra della sua camera:
- Bella idea, avviso mio padre e scendo- disse Pinocchio
– Dai che stamattina voglio stuzzicare qualcuno !- rispose Lucignolo.
Incuriosito dalle parole dell’amico, Pinocchio si precipitò dal padre al primo piano per avvisarlo che stava uscendo.
– Babbo, babbo- sussurrò a voce bassa, per non disturbare il suo lavoro
- Vado con Lucignolo a fare un giro-
-Va bene, sta attento e non fare tardi - disse con voce profonda Geppetto.
-Eccomi - disse Pinocchio a Lucignolo -Ciao "straccione"!- rispose Lucignolo -Attento che inciampi con questi vestiti larghi.
- Che cos'hai in mente? chiese Pinocchio a Lucignolo, senza far caso alle sue parole, perché ormai Pinocchio era abituato a quelle battute.
– lo vedrai tra poco, non essere troppo curioso- rispose Lucignolo con fare malizioso.
E si recarono verso scuola.
Senti- disse Lucignolo
-Oggi mi sono svegliato con una gran voglia di prendere in giro qualche nostra compagna, divertente vero?!- spiegò Lucignolo a Pinocchio.
-A me non sembra così divertente - protestò Pinocchio
-Ma smettila, vedrai che ci prenderai gusto anche tu a farlo e non vorrai più smetterla- rispose Lucignolo.

All’entrata della scuola incontrarono Azzurra, una loro compagnetta di classe. -Guarda c’è Azzurra, sarà lei la nostra vittima oggi!- disse Lucignolo.
Pinocchio e Lucignolo si avvicinarono alla compagna -Ciao nanerottola- disse Lucignolo. La bambina rimase inizialmente indifferente e continuò a giocare con la sua palla. Ma Lucignolo continuò ad insultarla senza sosta – Ma quanto sei bassa! Tua mamma ti tiene in giardino insieme ai sette nani?- Pinocchio si impietosì nel vedere la reazione di Azzurra e implorò Lucignolo – Dai lasciala stare, andiamo via. Lucignolo non lo ascoltò e continuò fin quando non la fece scoppiare a piangere. Azzurra se ne tornò a casa umiliata.
Pinocchio, dopo l’accaduto, entrò in classe e svolse le attività normalmente.

Di notte gli venne in sogno la fata turchina che gli raccomandava di dire tutto alla maestra.

L’indomani, durante il tragitto per andare a scuola, Pinocchio incontrò il Gatto e la Volpe, altri compagni di scuola. –Quanta fretta, ma dove corri, dove vai
Se ci ascolti per un momento, capirai dissero i due – la campana suona tra mezz’ora-
Pinocchio rispose – Devo parlare con la maestra, devo raccontarle quello che Lucignolo ha fatto ieri ad Azzurra. Il gatto e la volpe si guardarono in faccia e con fare malizioso cercarono di dissuadere Pinocchio dal fare una buona azione, - dirlo alla maestra? Ma stai scherzando? Lucignolo è un tuo caro amico, non puoi mica fargli questo torto. Così lo metterai nei guai, pensaci bene prima di agire!-
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