

Disteso sulle colline della presila
calabrese, giace Santa Sofia
d'Epiro. I suoi abitanti fuggirono
dall'Albania nel lontano XV
Sec. e trovarono ospitalità in questi luoghi, abbandonati a causa di terremoti e pestilenze. Denominata inizialmente solo Santa Sofia, con l'Unità d'Italia, ebbe l'aggiunta "d'Epiro" per essere distinta dalla Santa Sofia in provincia di Forlì. E' qui che si svolge la nostra storia, è qui che nasce Mons. Francesco Bugliari...


Nato il 14 ottobre 1742,
da Giovanni e Maria Baffa,
Bugliari studiò, con profitto,
presso il Collegio italo-bizantino
di San Benedetto Ullano.
Si laureò in Teologia nel 1792
all'Università di Napoli e fu Vescovo di Tagaste, piccolo centro dell'Algeria che diede i natali a Sant'Agostino, e degli albanesi.


Grazie alla sua profonda
formazione culturale
divenne, in breve tempo,
insegnante di Lingua
Latina e Greca e,
successivamente, Rettore del
Collegio Corsini. Con l'intento di
fortificare la vita religiosa degli studenti, dedicò la sua vita ad ottimizzare il Collegio italo-greco, arricchendo la biblioteca e puntando sulla presenza dei migliori insegnanti.



Si adoperò al fine di ottenere il trasferimento del Collegio presso il Convento
basiliano di Sant''Adriano
a San Demetrio Corone,
ritenendo che la sua ubicazione
fosse poco comoda e salubre
e che, perciò, influisse negativamente sulla salute dei collegiali.
Ottenne il trasferimento presso la nuova sede il 1° febbraio del 1794


Il Collegio divenne un centro
non trascurabile di studi umanistici
e di diffusione delle nuove idee.
Il trasferimento non venne accolto
di buon grado dal Vescovo di Rossano,
che considerava gli albanesi come portatori di idee rivoluzionarie.



Nel 1799 il Collegio venne devastato da
tumultuanti rivoluzionari ed, a stento, i collegiali, i professori ed il
Vescovo riuscirono a salvarsi.
Negli anni successivi il
Bugliari si impegnò a
riportare nel Collegio,
fama e cultura.


Trascorse gli ultimi anni
della sua vita
dedicandosi allo studio,
alla cura dei fedeli,
ed ai continui atti di
pietà e beneficenza.
Era amato e riverito da tutti...

Ormai vecchio e malata, Mons Bugliari
si ritirò a Santa Sofia.
Ma anche qui la situazione non era tranquilla: uno dei più pericolosi capibanda che infestavano la zona in quell'epoca, detto "Re Coremme",
era riuscito a fuggire alle forze dell'ordine e, radunati alcuni complici, si era diretto alla volta di Santa Sofia per vendicarsi dei suoi abitanti.


Il saccheggio ebbe inizio il 17 agosto
del 1806. Il Vescovo Bugliari, che
aveva rifiutato di fuggire con i propri compaesani,
trovò rifugio in un granaio.
Qui, però, venne raggiunto
il 19 agosto del 1806 dai saccheggiatori
e venne pugnalato a morte
mentre pregava Dio di
perdonare i sui assassini.



E fu così che la notizia arrivò anche all'estero...


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