Durante la "settimana della creatività "gli alunni delle classi seconde e terze di via Gioberti hanno realizzato , lavorando a classi aperte, l'audiolibro del Flauto Magico.

In un paese di monti e foreste un giorno, lungo un sentiero, il principe Tamino, viene attaccato da un grosso serpente. Dopo una lunga lotta sviene, esausto. Arrivano tre damigelle armate di lance e uccidono il mostro.
Poco dopo Tamino si risveglia e trova davanti a lui un essere piumato, mezzo uomo e mezzo uccello: è Papagheno, che di mestiere cattura gli uccelli più belli del bosco per la Regina.
Papagheno racconta a Tamino di aver sconfitto il serpente.
Ma le tre dame svelano la verità a Tamino e, per punizione, chiudono il becco di Papagheno con un lucchetto.
Proprio in quel momento un lampo accecante brilla da una roccia, ne esce una dama dall'abito scuro ...
La Regina della Notte mostra a Tamino il ritratto di sua figlia Pamina: è amore a prima vista! La Regina promette in sposa la figlia a Tamino, solo se riuscirà a liberarla dal cattivo mago Sarastro.
Tamino rimane così colpito dalla bellezza di Pamina che promette alla Regina di fare tutto il possibile per trovarla.
Tamino chiede la collaborazione di Papagheno, che nel frattempo è stato liberato dal lucchetto.
Le damigelle offrono a Tamino un flauto magico e a Papagheno un carillon: potranno suonarli per sfuggire ai pericoli.
La principessa Pamina è bellissima. Tamino decide di partire alla sua ricerca e s'incammina verso il Bosco Sacro seguito dal mercante d'uccelli.
Appena entrano nel castello alcune fiere selvagge sbarrano loro il passo. Tamino prende il flauto e comincia a suonare. Le belve incantate dalla musica, si mettono a ballare e vanno via.
Ma ecco entrare nel cortile un carro trainato dai leoni, sul cocchio c'è Sarastro in persona. Il Re spiega a Tamino che Pamina non è sua prigioniera ma sua protetta dalla Regina che sogna di dominare il mondo. Sarastro invita Tamino a cercare Pamina e seguire il loro destino.
Tamino cammina a lungo e si mette a suonare il flauto. Come per incanto, nel vasto giardino scorge una fanciulla.
Tamino e Pamina si innamorano a prima vista.
Il principe e la principessa camminano conversando quando Monostatos, capo delle guardie, sguaina la spada verso Tamino.
Questa volta Tamino non ha bisogno di suonare il flauto perchè subito si sentono le note del carillon di Papagheno.. Monostatos comincia a danzare in modo buffo e se ne va.
Papagheno soddisfatto si dirige verso il castello, entra nelle cucine e trova una lunga tavola imbandita di profumate leccornie che sembra aspettarlo. Si accomoda e mangia a quattro palmenti mentre sogna di avere anche lui una bella da amare...
"Sono qui!" - mormora una soave vocina!
Papageno si gira e subito indietreggia alla vista di una vecchia strega con un lungo mantello e il volto nascosto da un cappellaccio.
"Porgimi la mano! Obbedisci o finirai per sempre in una cella e senza un'amica" - gli dice.
E, mentre Papageno le tende la mano spaventato, accade un fatto straordinario...
Gettati mantello e cappellaccio, la vecchia si trasforma in una giovane e graziosa damigella anch'essa vestita di piume come l'uccellatore.
"Io sono Papagena!"
Pazzo di gioia Papageno fa tintinnare il carillon e i due volano via cantando.
Scende la notte e la Regina chiede alle sue guardie di liberare Pamina e dare fuoco al castello maledetto. Monostatos entra nel cortile ma viene accolto da tuoni e fulmini e , spaventato, se la dà a gambe. Le guardie abbandonano la Regina che, presa dalla disperazione, torna nel suo lugubre castello e non si fa rivedere più.
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