
L'ira di Achille
Achille cercò di trovare un compromesso e di far ragionare Agamennone. Ma Agamennone aveva degli occhi di fuoco e la sua ira non si placava, improvvisamente il capo dei Greci si scagliò con tutte le forze verso il figlio di Peleo. Incominciò un feroce duello, le spade toccandosi provocarono scintille incandescenti. Nessuno dei due sembrava cedere. Ad un tratto un tuono squarciò il cielo e fu proprio in quel momento che Achille approfittò, per conficcare la sua spada nel petto di Agamennone, che si distrasse per un secondo. Il colpo risultò mortale. Achille tornò in patria promettendo di difendere i Greci in cambio di Briseide. Infine restituì Criseide a Crise e si placò la furia di Apollo.



agamennone


Achille

Ettore e Andromaca
Andromaca: - Elena, Ettore mi ha abbandonata, è andato in guerra!
Elena: - Andromaca, ma non preoccuparti, Ettore tornerà.
Andromaca: - Non penso proprio, morirà ed io diventerò vedova.
Elena: - Non dire così, dai.
Andromaca: - Già so che mio figlio diventerà orfano ed io diventerò schiava dei Greci.

Elena
Andromaca


Achille e Ettore: un finale al contrario
Achille cadde a terra, ma si rialzò e continuò a combattere fino a quando Ettore lanciò la sua spada nel tallone di Achille, con l'aiuto del dio Ares. Achille lo supplicò di non ucciderlo anche se era agonizzante. Ma Ettore gli rispose che ormai aveva preso la sua decisione e spinse la spada nel tallone e Achille morì.
Parafrasi: IL ROGO DI ETTORE.
Allora mi rivolsi al popolo: "Andate, Troiani, in città occorre molta legna e non temete insidie da parte dei Greci. Achille mi disse, quando abbandonai le sue navi, che ci lascerà in pace fino a che spunti la dodicesima aurora". A queste parole il popolo andò verso le porte di Ilio. Per nove giorni portarono legna in città e quando apparve, luce degli uomini, la decima aurora, portarono Ettore al rogo e accesero il fuoco. Riapparve la figlia della luce, l'Aurora dalle dita di rose. Si riunirono tutti intorno al rogo e con il vino spensero le violente fiamme. Poi raccolsero le sue bianche ossa e le chiusero in un'urna d'oro che seppellirono in una fossa profonda. Terminato il rito ritornarono da me e, nonostante fossi affranto dal dolore, offrii loro un banchetto per ringraziarli della fedeltà.
Riassunto del Proemio dell'Odissea
L'Odissea inizia con l'invocazione di Omero alla musa in cui le viene chiesto di raccontargli di Ulisse. In particolare Omero vuole che gli vengano descritte le peripezie che l'eroe affrontò dopo la caduta di Troia, i dolori che subì per lottare affinchè riuscisse a tornare in patria. Ulisse fu l'unico a non rientrare in patria perchè prigioniero di Calipso ma gli dei, tranne Poseidone, ancora furioso per la morte del figlio Polifemo, decisero di porre fine alle sue pene facendolo ritornare in patria.
Produzione Nausicaa
Nausicaa, principessa dei Feaci, è una ragazza giovane e bella, il suo corpo è atletico, ha le braccia splendenti e si rivolge ad Ulisse con cordialità e gentilezza. Gli offre di rimanere nella sua terra dove sarà accolto e gli sarà dato da mangiare e da vestirsi. Il suo carattere è anche determinato come deve essere quello di una principessa, Infatti ordina alle sue ancelle di dar da mangiare allo straniero, da bere e fargli fare il bagno nel fiume al riparo dal vento.
RIASSUNTO ULISSE E POLIFEMO
Ulisse e i suoi compagni arrivarono alla grotta ma Polifemo non c'era. Dopo un po' Torno al Ciclope dal pascolo con un sacco di legna secca, e loro si spaventarono. Poi Il ciclope accese il fuoco e gli chiese Chi erano e da dove venivano. Ulisse gli rispose che erano greci e che partirono da troia verso la patria ma il vento li spinse verso altre rive ed ora erano lì per essere accolti da lui per volere degli Dei. Ma Polifemo senza pietà rispose che lui non temeva gli dei e quindi non avrebbe avuto pietà né di lui né dei suoi compagni. Poi gli chiese dov'era ancorata la sua nave punto Ma Ulisse gli rispose che la sua nave era stata distrutta. All'improvviso con un balzo Polifemo prese due compagni li sbattè al suolo finché il cervello non si sparse al suolo e lacerandoli preparò il suo pasto. Ulisse e i sopravvissuti si disperarono. Quando Il ciclope fu sazio si accasciò e Ulisse pensò di trafiggerlo con la spada ma avendo paura di non riuscire ad ucciderlo..
..E rischiare di morire non fece nulla e aspettò il sorgere del sole anche perché non avrebbero potuto togliere l'enorme macigno dall'ingresso della caverna. Polifemo chiesa di Ulisse il suo nome e degli disse che si chiamava nessuno. Allora il gigante gli promise che lo avrebbe mangiato per ultimo così si addormentò ubriaco. Ulisse approfittò del sonno profondo di Polifemo per arroventare un palo d ulivo. Quando fu incandescente si avvicinò al Ciclope e lo conficcò nel suo occhio punto Polifemo urlò di dolore e Ulisse i suoi compagni si nascosero in un angolo buio. Il ciclope Chiamò a gran voce tutti gli altri Ciclopi dicendo che nessuno lo voleva uccidere. Allora gli altri giganti gli risposero che questo male veniva da Zeus. A quel punto Polifemo tolse la pietra dall'interno della caverna e si sedette all'ingresso per non far scappare nessuno Ulisse Allora legò insieme tre montoni alla volta mi consentirono di nascondere un uomo così riuscirono ad uscire dalla prigione senza che il Ciclope se ne accorgesse.
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