



Laboratorio sulla fiaba della I C
Scuola secondaria di I grado Piero Angela
Cona (Ferrara)

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente.
La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.
Gianni Rodari
Un giorno, il diavolo fabbricò uno specchio che metteva in risalto le cose brutte, ma che non rifletteva le cose belle e buone. I demoni decisero di salire fino al cielo per far riflettere su quello specchio anche Dio e gli angeli, ma, ad un certo punto, lo specchio cadde dalle loro mani e precipitò verso la terra, rompendosi in milioni di pezzi. Quando queste piccolissime schegge entravano negli occhi delle persone, queste iniziavano a vedere solo il lato peggiore delle cose. E se queste schegge scendevano fino al loro cuore, lo trasformavano in un pezzo di ghiaccio.

Lo specchio del diavolo è la critica che demolisce, è il pessimismo che ti fa vedere il peggio di ogni cosa.
Rivolgere lo specchio del diavolo verso Dio e gli angeli vuol dire cercare i difetti e i punti deboli anche in cielo.
Lo specchio rotto che sparge il male nel mondo ci ricorda la superstizione sulla rottura degli specchi, ma anche il mito del vaso di Pandora, oggetto che contiene tutti i mali del mondo.
Le schegge dello specchio, che entrano negli occhi, rappresentano il pessimismo che, se ti scende nel cuore e lo ghiaccia, ti fa provare sentimenti negativi, ti rende superbo, ti fa sentire più grande degli altri.

In una grande città, in due soffitte confinanti, abitavano due bambini poveri. Lui si chiamava Kay e lei Gerda, e si volevano bene come se fossero stati fratelli.
Nelle fioriere delle finestre delle loro case crescevano cespugli di rose.
Un giorno, mentre i due amici guardavano un libro di figure con le immagini di animali e di uccelli, Kay esclamò: - Ahi! Mi è entrato qualcosa nell’occhio e ho sentito una fitta al cuore!
Gli era entrato nell'occhio proprio un granellino di vetro dell’orribile specchio del diavolo.
La ricchezza dei due bambini poveri era il volersi bene.
La scheggia che entra nell'occhio è ciò che vedi e che ti fa cambiare il tuo sguardo sul mondo che ti circonda.
Che cosa può rovinarci il cuore passando attraverso i nostri occhi?
Vedere solo il lato negativo delle cose.
Vedere gesti di violenza.
Vedere che qualcuno ti prende in giro o ti fa del male.
La scheggia che scende nel cuore rappresenta le emozioni che derivano dal pessimismo: tristezza, rabbia.

Ora Kay non sentiva più male, ma il cuore gli stava diventando di ghiaccio, e iniziò a gridare: - Quanto sei brutta, Gerda! E sono brutte anche le rose!
Ne strappò alcune dal cespuglio, le buttò a terra e le calpestò. Da allora, quando Gerda arrivava con il libro illustrato, lui le diceva che era roba per bambini.
Ora i passatempi di Kay erano diventati più seri. Per esempio, con una lente di ingrandimento osservava i fiocchi di neve e poi diceva a Gerda: – Guarda! I fiocchi di neve sono stelle a dieci punte, tutti identici, tutti perfetti! Sono più interessanti dei fiori! Peccato che si sciolgono!
Kay scopre che Gerda non è perfetta, e la vede brutta e la tratta male. Scopre che le rose non sono perfette e le calpesta. Non accetta l'imperfezione.
Kay vede la perfezione nei cristalli di neve, ma non durano nel tempo, si sciolgono presto.
Kay considera un valore l'essere identici tra di loro dei cristalli di ghiaccio. Non accetta la diversità.

Un altro gioco che Kay aveva preso a fare, assieme ai ragazzi più grandi, era attaccare lo slittino ai carri dei contadini e lasciarsi trascinare.
Un giorno Kay vide una grande slitta bianca guidata da una donna con una bianca pelliccia e un cappuccio che le copriva la testa. Kay legò il suo slittino a quella slitta bianca. La grande slitta partì e corse sempre più veloce, tanto che Kay ebbe paura e provò a slegare il suo slittino, ma non ci riuscì.
Terrorizzato provò a recitare una preghiera, ma non gli venivano le parole, riusciva a ricordare solo la tavola pitagorica.
La grande slitta bianca rappresenta tutte le dipendenze: droghe, alcool, fumo...
Se ti leghi a quella slitta, poi è difficile staccartene e scendere.
Secondo Kay, le preghiere fanno parte del mondo dei bambini, del mondo del cuore, quindi le dimentica;
le tabelline, invece, fanno parte del mondo serio degli adulti, del mondo dell'intelligenza, quindi le ricorda.

Quando la grande slitta si fermò, la donna con la bianca pelliccia che la guidava scese, si avvicinò a Kay e lo baciò sulla fronte. Kay dimenticò la sua famiglia e dimenticò la piccola Gerda. Lei era la regina della neve. Kay la vedeva così perfetta, bella e intelligente, che non ebbe più paura. Subito le disse che lui sapeva fare i calcoli a memoria, anche con le frazioni e le radici quadrate, e che conosceva l’estensione dei vari paesi e il numero dei loro abitanti. Lei sorrise, e Kay pensò che tutto quello che sapeva forse non fosse abbastanza per impressionarla. Poi volarono via assieme verso il castello della regina della neve.
Del mondo dei bambini e del cuore fanno parte l'amore, l'amicizia, la famiglia, i giochi dell'infanzia, la preghiera, le rose.
Del mondo degli adulti e dell'intelligenza fanno parte la matematica e le scienze, la geografia, i cristalli di ghiaccio.

Il tempo passava e nessuno sapeva dove fosse finito Kay. Si raccontava solo che l'ultima volta era stato visto con lo slittino legato ad una bellissima slitta bianca che correva verso le porte della città.
Gerda, per questo, pianse disperatamente e a lungo finché, un giorno, si alzò molto presto, baciò la nonna, che ancora stava dormendo, e uscì da sola dalla città, decisa ad andare alla ricerca del suo amico.
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