ALLA NOSTRA FAMIGLIA
“Non era che una fiaba il mondo, una fiaba bellissima creata
per il fanciullo, e per coloro che avrebbero saputo serbare
fino alla fine un cantuccio fresco in fondo al cuore”
A.Palazzeschi

INTRODUZIONE
Le fiabe e le favole generalmente, sono frutto di un’antica tradizione popolare, ma così, come in ogni tempo, anche oggi esistono scrittori che, con la loro vivace fantasia, realizzano questi racconti.
Fra questi ve ne sono di piccolissimi: gli alunni della I A che hanno voluto concretizzare in questa raccolta il loro modo di pensare, fatto ancora di immagini fantastiche, che riflettono il mondo della realtà, con le difficoltà ed i problemi degli uomini.
Il messaggio delle fiabe e delle favole, il senso nascosto e fondamentale delle stesse, è stato ben trasmesso da questi piccoli autori. Queste storie fantastiche sono popolate da esseri umani, streghe, mostri, maghi, fate, re, principi, che compiono azioni straordinarie e superano prove difficilissime, senza arrendersi mai dinanzi alle difficoltà.
Questa è la lezione di vita che essi, con la loro sensibilità hanno appreso e che suggeriscono ai grandi.
Le difficoltà e i problemi che sono riusciti a superare, l’impegno e la ferma volontà nel voler realizzare a tutti i costi questa raccolta sono la prova che si può crescere anche ricorrendo al mondo della fantasia.
Prof.ssa Francesca Maniaci
INDICE
Il viaggio del cavaliere..........................................................................................4
Il villaggio dei folletti...........................................................................................12
La famiglia Bankenson........................................................................................14
La storia di Paco...................................................................................................16
Pingu.....................................................................................................................18
Sheila e il viaggio verso il villaggio del Re........................................................20
La principessa Denise.........................................................................................24
Lo scoiattolo Cip..................................................................................................26
I tesori del mare..................................................................................................28
Il cappello dell'amicizia.......................................................................................30
Il guerriero dragone............................................................................................34
La rosa incantata.................................................................................................38
Il cacciatore e il cinghiale....................................................................................42
L'amore vince su tutto.........................................................................................44
La principessa Jasmine........................................................................................46
Il lupo e l'agnellino...............................................................................................48
Il pupazzo di neve.................................................................................................50
Il re in pericolo......................................................................................................52
Un'amicizia infinita...............................................................................................54
La lumaca avventurosa........................................................................................62
Il principe...............................................................................................................64
Il desiderio di Matilda..........................................................................................68
Il coraggio di Marta..............................................................................................70
Kevin.......................................................................................................................72
Il viaggio del cavaliere
di Nicolò Vitale.

In un tempo lontano vivevano due re: il Re Rosso e il Re Blu. Entrambi avevano il proprio regno, ma il Re Rosso voleva distruggere il regno del Re Blu.
Il Re Blu mandò il suo miglior cavaliere a chiamare gli uomini più forti in assoluto, i tre possedevano delle abilità incredibili, pronti ad aiutarlo per difendere il suo regno. Il Re Blu disse al suo cavaliere di fiducia che doveva viaggiare e superare ventitré tappe. il viaggio iniziò da un villaggio di Goblin, abitato da esserini verdi molto fastidiosi; il cavaliere si accampò in quei luoghi per due giorni, poi arrivò al Deserto delle ossa in cui c'erano degli scheletri, era un luogo così desolato che il cavaliere dovette chiedere informazioni sul percorso da seguire ad uno uomo quasi morente. Il quarto giorno giunse in un Regno di Barbari, abitato da uomini molto cattivi, lo attraversò e arrivò al Regno degli incantesimi, un bosco pieno di magie dove incontrò uno stregone.
“Salve! Io sono il cavaliere del Regno Blu!” disse il cavaliere.
“Io sono lo stregone degli incantesimi, cosa ti porta in questi luoghi?” chiese lo stregone.
“Sono stato delegato per cercare gli uomini più forti”, rispose il cavaliere. “Veramente? Potrei venire con voi?”, domandò lo stregone.
Il cavaliere risponde: “Sì, più siamo e meglio è!”.
Ma il Re Rosso, sapendo del cavaliere, gli mandò un golem di pietra per ostacolarlo. Il cavaliere ebbe un po' di difficoltà, ma riuscì a superarle lanciando un incantesimo al golem che si sbriciolò immediatamente. Il cavaliere del Regno Blu e lo stregone proseguirono il cammino, superarono la Città degli Artigiani, una città piena di costruttori e botteghe, l'Isola Lava con il suo vulcano circondato da lava incandescente, il Regno Reale con il suo grandissimo castello, la vetta Ghiacciata con la sua maestosa punta, ricca di neve e gelide grotte abitate da golem ghiacciati.
Il viaggio fu più lungo del previsto, i due dovettero superare anche la giungla Selvia e la sua gigantesca foresta fluviale, abitata da alcuni goblin selvaggi e il monte Cinghiale, in cui vivevano cinghiali di ogni genere.
Arrivato presso il Monte Cinghiale, lo stregone si fermò e disse: “Non voglio continuare, i miei due fratelli si trovano nella prossima isola. Ho litigato con loro tempo fa e da allora ci siamo separati.” Il cavaliere lo rincuorò e gli disse: “Parleremo con i tuoi fratelli e farete pace”. Arrivati al Monte Cinghiale, i due fratelli dello stregone lo accolsero a braccia aperte e gli chiesero: “Dov'eri? Ci sei mancato!”.
A distruggere questo momento fu un gran cavaliere del Re Rosso che indossava un'armatura impenetrabile. Il cavaliere del Re Blu provò a sovrastarlo ma riuscì solo a farlo stancare. Lo stregone ei suoi due fratelli sfruttarono il momento per attaccare il gran cavaliere: uno lo colpì con i fulmini, l'altro con il ghiaccio e l'ultimo con il fuoco. Il gran cavaliere svenne.
Quando ripresero le forze, il cavaliere e lo stregone proseguirono l'avventura. Superarono il villaggio spaventoso che si pensava fosse infestato da fantasmi e arrivati presso un covo di mascalzoni vennero derubati da una ladra. Mentre scappava, la ladra venne fermata da un elfo con un arco magico. Il cavaliere la rimproverò e la ragazza gli disse: “Che fate qui signor cavaliere?”. Il cavaliere rispose: “Sono stato delegato dal Re Blu per cercare i tre uomini più forti”. Poi si rivolse all'elfo e gli chiese se volessero unirsi a loro. L'elfo rispose: “Certo, verrò con voi”. La ladra gridò: “Verrò anch'io!” Il cavaliere all'inizio le disse che non poteva, ma poi cambiò idea perché la ladra, con la sua insistenza, lo convinse.
I quattro arrivarono alla vetta della Serenità, una piccola cima in cui cresceva una pianta con poteri rilassanti e poi alla grande miniera. Incontrarono una strega, amica dello stregone, che li invitò a casa sua.
La strega donò al cavaliere un frammento magico.
Appena il cavaliere lo toccò si sentì più potente, il frammento poteva evocare un’armatura e una spada magica.
La strega disse: “L’armatura sarà evocabile solo in battaglia”.
“Grazie signora, li userò con astuzia” disse il cavaliere.
I quattro attraversarono il villaggio delle Cucine, in cui c’era la cucina migliore al mondo, il Cimitero Reale, un cimitero silenzioso in cui venivano sepolti i re e i cavalieri più importanti, il Tempio del Silenzio, abitato dai monaci della meditazione e le Terme dei draghi. In questa tappa entrarono in una caverna enorme, in cui c’erano statuette di draghi dorate e un pavimento fatto di mattonelle di pietre preziose, alcune delle quali presentavano delle crepe da cui fuoriusciva vapore.
Quando i quattro entrarono sentirono solo il rumore del vapore e subito dopo videro la madre di tutti i draghi, un drago rosso con delle scaglie dorate molto robuste.
I quattro amici cominciarono a combattere contro il drago rosso, ma senza successo
Solo dopo capirono che dovevano suonare un flauto che stava poggiato su un alto piedistallo. La ladra, con la sua agilità riuscì a recuperarlo e a suonarlo, facendo così addormentare il drago. Dopo quest'avventura, proseguirono per il loro percorso arrivando ad un campo di addestramento in cui c'erano giovani principi ancora molto inesperti. Nelle tappe successive giunsero alle fiere della Felicità e alla Città dei Pancake.
Infine, fecero tappa al Regno Leggendario, un luogo in cui vivevano i più forti.
Il cavaliere andò a chiamare i campioni che accettarono di aiutarli.
Quando il cavaliere tornò al suo regno con i campioni e i suoi nuovi amici di avventura, vide il suo re preoccupato.
“Che succede Sire?” domandò il cavaliere.
“Il Re Rosso attaccherà con il suo esercito tra un'ora”, rispose il Re.
Allora il cavaliere mostrerà al re i tre uomini più abili, il Re degli Scheletri, un essere con un'armatura in grado di evocare i morti in battaglia in forma di scheletri; il Cavaliere D'Oro, che possedeva un'incredibile velocità e un'armatura tutta d'oro e infine la Regina degli Arcieri, un'arciera con un'enorme balestra e un mantello che poteva renderla invisibile. Quando vennero attaccati, tutti scesero in campo, il cavaliere provò la sua nuova armatura, era fantastica, lo proteggeva dalla maggior parte dei colpi che venivano respinti, nel mentre i tre uomini difendevano il regno dal nemico.
Finita la battaglia, gli uomini dalle grandi abilità rinchiusero il Re Rosso e le sue truppe nel cimitero Reale, e festeggiarono la vittoria.
Il villaggio dei folletti
di Giuseppe Bartolotta

C'era una volta Mattia che amava passare le giornate d'estate nel bosco, felice di esplorare posti nuovi.
Un giorno, Mattia vide un grande cespuglio, e da dentro fuoriusciva un grande bagliore, così deciso di vedere cosa provocava la luce.
Dentro vide un villaggio luminosissimo con tante casette in miniatura.
Piano piano Mattia diventava sempre più piccolo, fino a diventare minuscolo, più basso delle case. Un essere luminoso si avvicinò a lui, tremante dalla paura, e gli disse: “Aiutaci viaggiatore! Il nostro villaggio, la sera viene attaccato da una creatura enorme che ci vuole distruggere. Potresti aiutarci? “
Mattia gli chiese come poteva essere d'aiuto e il folletto gli rispose così: “Questo mostro che ci attacca è grosso e peloso, di colore grigio e con unghie affilate, cammina a quattro zampe ed è molto agile. Se stasera puoi restare di guardia ci faresti un grosso favore” e continuò “Viaggiatore prendi questo flauto, ti permetterà di rallentare il tempo.”
Mattia prese il flauto e tornò a casa per prendere il necessario per la notte.
Il cielo si oscurò e Mattia tornò al bosco, montò una tenda e si sistemò il sacco a pelo.
Mattia, dopo un po', sentì un rumore e nel buio vide un animale correre, l'animale si stava avvicinando sempre di più, Mattia prese il flauto e si avvicinò all'animale, era un gattino.
Mattia lo prese e lo portò a casa sua, e sua madre e lui lo accolsero a casa.
Il giorno dopo tornò al villaggio e raccontò quello che gli era successo la sera prima.
I folletti lo ringraziarono e vissero tutti felici e contenti.
La famiglia Bankenson
di Chiara Casoria
C 'era una volta la famiglia dei Bankenson. La famiglia era composta dalla Mamma Maria, di quaranta anni, una signora molto gentile e solare, dal padre Michele di quarantacinque anni, un signore sempre arrabbiato, dalla figlia Greyce di due anni, una bambina super dolce come un confettino, dal fratello Mariangelo di sette anni, un bambino studioso e infine dalla sorella maggiore di undici anni di nome Chiara, una ballerina, dolce, simpatica e scherzosa.

Il padre decise di comprare una nuova casa perché quella che avevano era molto piccola, tutti erano contrari soprattutto Chiara, perché lì aveva tutti i ricordi dell'infanzia e aveva la sua sala di danza per esercitarsi. A malincuore dovette lasciare casa sua e andare nella casa nuova già ristrutturata.
Ma appena entrato vide un biglietto in camera sua senza emittente con su scritto " Ci vediamo alle 21:00 di sabato nella stanza accanto", lei era perplessa non sapeva chi aveva mandato questo biglietto, era preoccupata non sapeva cosa fare, ma ad un certo punto avrebbe trovato delle punte sul letto e pensò: " Che sbadata che sono, le ho lasciate qui! Mise tutto apposto e andò in sala da pranzo, pranzò e si mise subito a studiare, ma poi si ricordò del biglietto e andò subito a prenderlo per farlo vedere a sua madre, ma quando entrò in camera non trovò niente ma trovò di nuovo le punte sul letto e disse ora le indosso, se le mise e sentii una melodia proveniente dalla porta misteriosa, entrò ma vide soltanto un bagno.
E allora aspettò fino a sabato e poi decise di entrare nella porta misteriosa dove trovò un'altra porta che portava a una sala da ballo; c'erano la madre e il padre che la aspettavano, le parlarono per tanto tempo e poi le diedero un cappello....."Eh un cappello? Si proprio così il cappello di famiglia che quando lo indosserai ti tele trasporterà da un luogo ad un altro e le dissero anche di non abusarne altrimenti ci sarebbero state grandi conseguenze". Lei purtroppo ne abusò e ne seguì una punizione gravissima, fu intrappolata in una cantina e privata della voce; per liberarsi lei doveva soltanto pronunciare la parola "libera". Ma non avendo la voce come farò? disse la ragazza. Chiara ricordò le parole di suo padre: “Se ne abusi ci saranno grandi conseguenze”, pronunciò questa frase e ritornò la voce, però dietro di lei comparve un Hobbit arrabbiato, che si mise a seguirla per tutta la cantina, quando fu il momento giusto disse: " Libera!!!!!! e si libererò, e tornò fortunatamente dalla sua famiglia.
La storia di Paco
di Nicole Bartolotta

C' era una volta un orso polare di nome Paco. Aveva una grande famiglia e
tanti amici, tuttavia era diventato molto triste perché aveva sentito che i ghiacciai si stavano sciogliendo per colpa del surriscaldamento globale e dell'inquinamento. Aveva tanta paura che tutti rimanessero senza casa e senza cibo, e più ci pensava e più si angosciava. Un bel giorno si prese di coraggio e decise di riunire tutti per trovare una soluzione. Parlarono a lungo degli imminenti pericoli ma non riuscimmo a raggiungere l'accordo su dove andare.
Totò, Maria e Teddy erano i suoi migliori amici da quando erano piccoli. Toto era un po' sordo e lento, Teddy c'era sempre quando qualcuno aveva bisogno d'aiuto e fu proprio lui a proporre Roma come meta, città ricca di storia, arte e cultura. Poi c'era Maria, l'orsa polare più bella di tutte che aveva fatto perdere la testa a Paco. Lei era molto romantica e insisteva per scegliere Parigi come meta dove andare a vivere. Ma Paco non si lasciava convincere da nessuno, lui infatti aveva un sogno, andare in Sicilia, un isola piena di storia , arte e cultura, ricca di tradizioni, ed era anche bagnata da un mare bellissimo, con luoghi stupendi da visitare. Insistette moltissimo e finalmente riuscii a convincere tutti che quella sarebbe stata la scelta migliore. Ma Paco nascondeva un segreto nel suo cuore: da piccolo era stato in vacanza in Sicilia e si era innamorato delle arancine, della caponata di melanzane e del cannolo con la ricotta. Quindi Paco decise la Sicilia perché era una splendida isola dove aveva lasciato il suo cuore e dove poter gustare quelle delizie.
Pingu
di Sara Di Mercurio

C' era una volta un pinguino abbandonato, era solo e triste e senza un rifugio, non sapeva che fare da solo, così un giorno per la strada passò una bambina che vide questo pinguino.
Era molto confusa e decise di accarezzarlo, dopo un po' la madre la chiamò per andare a casa, ma la bambina non voleva lasciare il pinguino da solo e lo mise a riparo. Il giorno dopo andò nel posto di prima e trovò il pinguino affamato e decise di dargli dei pesciolini e il pinguino fu molto felice infatti accarezzò la bambina. Poco dopo la bambina portò un gioco per giocare con il pinguino. I mesi passarono e il pinguino cresceva sempre di più, la bambina ormai era diventata e si prendeva cura del pinguino. Visto che il pinguino non aveva un nome, la ragazzina glielo diede e decise di chiamarlo PINGU.
La mamma era insospettita perché la ragazzina usciva ogni giorno e decise di seguirla e così scoprì che la figlia andava sempre da Pingu. Una volta tornata a casa chiese alla figlia spiegazioni sul pinguino e la figlia le raccontò tutto. La madre rimase molto colpita dalla sensibilità e bontà d'animo della ragazzina e così decisero insieme di adottare il pinguino. I mesi passarono e la famiglia stava bene, ormai Pingu faceva parte della famiglia e tutti gli volevano bene.
Sheila e il viaggio verso
il villaggio del Re
di Layla Ciullo

C'era una volta una ragazza di nome Sheila che viveva in un piccolo villaggio nel cuore di una fitta foresta. Era una ragazza di una straordinaria bellezza, incantevole con occhi verdi e capelli neri. Era molto dolce, umile e modesta ma anche molto forte con una grande capacità di adattamento perché era stata cresciuta nella miseria visto che la sua famiglia, come anche tutti gli abitanti del villaggio erano poveri e vivevano di ciò che potevano racimolare.
Una fredda mattina d'inverno fece irruzione nel villaggio una banda di briganti mascherati e distrussero il villaggio, uccisero la maggior parte degli uomini e rubarono quelle poche cose che avevano. Purtroppo anche il padre di Sheila fu ucciso, così la ragazza si ritrovò nella più totale disperazione, sola con la sua mamma. Passarono i giorni e pian piano gli abitanti del villaggio iniziarono a ricostruire le loro capanne ma la miseria era tanta. Sheila non poteva permettere tutto ciò e decise di partire per trovare il responsabile di tutto e vendicare la morte del padre e di tutti gli abitanti del villaggio. Salutò la madre e gli abitanti e partì con il suo cavallo bianco con dei viveri.
Lei era una guerriera addestrata da suo padre che in passato era stato un combattente. Sheila sapeva dove andare e si diresse al castello del re per affrontarlo. Il re era una persona cattiva, avara ed egoista.
Voleva tutto per sé e non sopportava che le foreste o terre erano abitate da persone misere. Mandava quindi i suoi uomini ad ucciderli. Giunta al castello, le guardie bloccarono Sheila ma lei, con prepotenza e coraggio, fece irruzione con il suo cavallo fino ad arrivare al portone del castello.
Nel frattempo il figlio del re sentii delle urla provenire da fuori e si affacciò dalla finestra ma appena vide Sheila se ne innamorò.
Fece entrare nel castello Sheila e la portò nelle sala del re. Accecata dalla rabbia disse che era andata a vendicare la morte del padre e del villaggio.
Il principe rimase meravigliato di quello che stava sentendo e non pensava proprio di avere un padre così cattivo.
Il re pensò di affrontarla pensando di poterla sconfiggere.
Si scontrarono in un duello con la spada. Dopo una lunga e faticosa lotta, Sheila ferì gravemente il re e il principe propose di sposarla e andare a vivere nel castello; le disse che poteva portare anche la madre e gli abitanti del villaggio, dando così loro la possibilità di lavorare al castello.
Sheila accettò e partirono per il viaggio per andare a prendere gli abitanti del villaggio e la madre.
Passarono giorni e giorni e il re si riprese ma fu subito allontanato dal castello, sia il principe che la regina non lo vollero più vedere.
Così il re si ritrovò a girovagare in cerca di fortuna. Intanto al castello furono celebrate le nozze, il principe divenne il re più buono della zona e Sheila divenne la sua regina e vissero tutti felici e contenti.
Del re non si seppe più nulla.
La principessa Denise
di Alyson Marinello

C 'era una volta una principessa di nome Denise nata in una famiglia “ poco stabile”. Ogni volta che Denise tornava da scuola sentiva la madre e il padre urlarsi contro solo perché non si amavano più. Ma loro non potevano lasciarsi perché a quei tempi c’era una regola… la regola diceva “ Se il re e la regina si fossero lasciati ci sarebbe stata una bruttissima rivolta degli abitanti del regno.” Denise pensava che era colpa sua se il padre e la madre litigavano sempre, perché lei non sapeva dell’esistenza di questa regola, quindi ogni pomeriggio che tornava si chiudeva in camera sua a piangere.
Un giorno però mentre Denise piangeva, entrò la cameriera nella camera di Denise e notò che c’era qualcosa che non andava, quindi si avvicino a lei, e le disse: “Principessa come mai sta piangendo? È successo qualcosa?”
La principessa le rispose: “No, è che ogni volta che torno da scuola mamma e papà si urlano sempre contro e penso sempre che sia colpa mia..” e la cameriera rispose: “Principessa non è colpa sua, sua madre e suo padre non si amano più quindi litigano ogni volta perché esiste una regola che se il re e la regina si lasciano succede una rivolta e non ne vale la pena” ;quindi la principessa si asciugò le lacrime e abbracciò la cameriera. La cameriera se ne andò e Denise andò subito a parlare con i suoi genitori e gli disse: “Mamma, papà perché non fate pace e risolviamo questi continui litigi?” la mamma rispose: “Tesoro è difficile perché io non amo più tuo padre e se ci lasciamo succede una rivolta” e Denise rispose: “ Ma non c'è un modo per non far succedere questa rivolta?” e la cameriera che stava origliando dietro la porta, entrò e disse: “Si c’è un modo, bisogna andare nel monte Everest e mettere sopra una pietra, l’oggetto più importante per la regina o il re”. Quindi Denise disse alla madre: “Mamma per favore, dammi un tuo oggetto che è tanto importante per te, così non succederà mai questa rivolta” quindi la mamma diede alla figlia una collana preziosissima fatta di diamanti e le disse: “Amore stai attenta ti farò accompagnare da alcuni soldati nel monte Everest”. Così Denise andò al monte Everest e poggiò la collana della madre sulla pietra del monte Everest. Ci fu una tromba d’aria fortissima che fece cadere tutti a terra. Così Denise scese dal monte e ritornò al castello e la madre e il padre si lasciarono, il padre se ne andò per sempre e non si fece più vedere, così Denise visse felice con sua madre.
Lo scoiattolo Chip
di Matteo Ciambra

C 'era una volta in un bosco incantato, un piccolo coniglio di nome Peluche e uno scoiattolo di nome Chip. Peluche era molto timido e solitario, mentre Chip era estroverso e amichevole.
Un giorno, Peluche si trovò intrappolato in una ragnatela, incapace di liberarsi. Chip, che passava di lì, sentì le grida di Peluche e corse in suo aiuto. Con astuzia e coraggio, Chip liberò Peluche e lo portò in un luogo sicuro. Da quel momento in poi, Peluche e Chip divennero migliori amici. Insieme esploravano il bosco, condividevano il cibo e si prendevano cura l'uno dell'altro. Peluche imparò a essere più coraggioso e socievole grazie all'amicizia di Chip, mentre Chip trovò in Peluche un compagno fedele e leale. Col tempo, la loro amicizia divenne leggendaria tra gli abitanti del bosco, insegnando loro che la vera amicizia supera ogni ostacolo e che insieme si può essere più forti. E così, Peluche e Chip vissero felici e contenti, ricordando sempre il potere e la bellezza dell'amicizia.
I tesori del mare
di Maria Bartolotta













C'era una volta, in un tranquillo villaggio di pescatori, un giovane ragazzo di nome Samuele. Il giovane amava il mare, infatti fin da piccolo passava le sue giornate ad esplorare le rive del mare e cercare tesori. Una mattina mentre passeggiava lungo la spiaggia. Samuele vide una cosa incredibile, una stella che giocava con la sabbia. Affascinato dalla sua bellezza, decise di portarla con sé a casa.
Quella notte, mentre Samuele dormiva, la stella cominciò a brillare e a parlare, pronunciando queste parole : “ Ciao, mi chiamo Maria, provengo da un regno sottomarino, nel mio regno c'è una grande tristezza perché una terribile oscurità stava coprendo il mare, solo la mia luce può liberare il regno da questa oscurità, ma mi hanno portata via dal mio regno alcuni animali sottomarini”. Così Samuele decise di aiutarla, cercarono una barca e dopo averla trovata andarono nel regno, superando tempeste e polpi, meduse ma anche molte altre creature marine. Finalmente raggiunsero il regno di Maria dove la sua luce eliminò l'oscurità, portando gioia e felicità a tutte le creature marine.
Maria donò a Samuele una conchiglia magica che serviva per chiamare la stella marina quando lui aveva bisogno di aiuto.
Felice di tutte le nuove amicizie, Samuele disse addio al regno e soprattutto a Maria, e ritornò a casa sapendo di aver fatto una cosa bella.
Il Cappello dell’Amicizia
di Federico Cancelliere

C' era volta un giovane che amava indossare diversi cappelli: gialli, rossi, blu, verdi e chi più ne ha più ne metta! Purtroppo il giovane aveva perso il suo amato cane Tom, l'unico e grande amico della sua vita. L'unico modo per rivederlo era indossare un cappello magico e farlo, lo rendeva estremamente felice. Un giorno, giunse notizia che da un mondo lontano era arrivato un cappello splendente, dotato di una placcatura in oro e al contempo magico, in quanto consente, a chiunque lo indossasse, di fare tornare in vita gli animali amati dai propri padroni. Allora il giovane, desideroso di riabbracciare il suo amato Tom, decise di vendere tutti i suoi cappelli per acquistare il famoso cappello d'oro.
La vendita di quel cappello si teneva all'asta in una Terra molto lontana denominata “Il Mondo dei Desideri”. Durante il viaggio il giovane incontrò un mercante molto ricco ei due cominciarono a dialogare.
- Buongiorno bel giovane, dove ti stai recando in questa calda giornata d'estate ?- domandò il mercante al giovane.
-Buongiorno gentile signore! Vado lontano, molto lontano, nel paese dei Desideri, per acquistare il cappello d'oro - rispose il giovane. E parlando, mostrerò al mercante il denaro ricevuto dalla vendita dei suoi cappelli.
Il mercante rendendosi conto che il denaro era insufficiente per l’asta, decise di aiutare il giovane, cosicchè gli diede un sacchetto di monete e gli disse: “Prendi queste monete e non scordarti di me!”.Il giovane allora fece un sorriso con un cenno di saluto e riprese il suo cammino.
Dopo circa due giorni, tra boschi, deserti, lagune e montagne, giunse finalmente nel Mondo dei Desideri dove si teneva l’asta. All’asta erano presenti solo ricchi e anziani mercanti provenienti da ogni parte, che a gran voce facevano le loro offerte: “2000 !”;”3000 !”; “5000 !”; “6000 !”...e alla fine, dopo svariati battibecchi tra i partecipanti all’asta, a spuntarla con l’offerta maggiore, fu il mercante più anziano tra i presenti. Quando l’asta stava per giungere al termine e il battitore stava per consegnare il cappello al vecchio mercante, nella folla si sollevò la voce piena di entusiasmo del giovane: “8000!”.
Ci fu un momento di silenzio, poi tutti si guardarono negli occhi e scoppiò una grande risata tra i ricchi e anziani offerenti, allorchè si resero conto dell’età del giovane, ma nel frattempo l’asta terminò e il giovane aggiudicatario prese il suo tanto desiderato cappello.
Tuttavia i mercanti, interessati al valore economico del cappello, si scagliarono contro il giovane e cominciarono a inseguirlo.
Il giovane corse con tutte le sue forze gridando: ” Aiuto Aiuto, mi stanno inseguendo, regalerò il mio cappello magico a chiunque mi metta in salvo !”.
Il giovane per fortuna si rifugiò in una vecchia casa, vi entrò e lì, con enorme suo stupore, trovò il mercante che conobbe nel viaggio.
Il nuovo incontro con l'anziano mercante, fu decisivo nella storia del giovane, questi infatti riuscirono a salvarsi dall'aggressione e per ringraziare disse al suo anziano salvatore: “ Le sono infinitamente grato! Lei mi ha salvato la vita! Ecco come ricompensa voglio donarle questo cappello, è magico e le permetterà di riavere con lei i suoi cari animali perduti e non si sentirà più solo !”.
Il mercante commosso prese il cappello e lo mise nella testa del giovane, in pochi secondi apparve Tom, il suo caro amico.
Il giovane con gli occhi in lacrime esclamò: ” Da adesso in poi ho un secondo amico, ti ho trovato e non ti lascerò più !”.
Il guerriero dragone
di Dario Rubino

Dopo alcuni anni, un drago rapì la principessa, la portò nel suo castello e la mise in prigione.
Il giorno dopo, il principe svegliandosi non trovò più la sua sposa, così preoccupato di mettersi in viaggio per cercarla.
Durante il viaggio incontrò un piccolo gnomo, lo gnomo gli diede una spada magica per aiutarlo a sconfiggere il drago.
Il giorno dopo, quando si svegliò e non vide più il
suo cavallo fu costretto a continuare il suo viaggio a piedi.
Passarono giorni e giorni ma lui non mollò, quando arrivo dalla sua principessa vide che era rinchiusa dentro una gabbia; ma le chiavi di quella gabbia si trovavano dentro la pancia del drago che l' aveva rapita.
Il principe cercò di sconfiggere il drago e lottando duramente per varie ore lo sconfisse e prese la chiave. Ma c'era un altro problema che la prigione si trovava all'interno di un labirinto, allora il principe trovò un rotolo di lana che lo aiutò a segnare la strada di ritorno.
Trovata e liberata la principessa, la portò fuori dalla prigione e vissero felici e contenti.
La Rosa Incantata
di Luca Lo Iacono

In un piccolo villaggio circondato da campi fioriti, viveva una giovane contadina di nome Sofia.
Sofia era una ragazza gentile e intelligente, amante della natura e dei fiori.
Un giorno, mentre raccoglieva fiori nel campo, scoprì una rosa particolarmente bella e luminosa, ma quando provò a raccoglierla, la rosa emise una luce magica e si rifiutò di essere raccolta.
Incuriosita e determinata, Sofia decise di indagare sul mistero della rosa incantata.
Si rivolse alla saggia dell'antico villaggio, nonna Elvira, che le svelò che la rosa era protetta da un incantesimo e che solo chi possedeva un cuore puro avrebbe potuto raccoglierla.
Determinata a dimostrare la sua purezza d'animo, Sofia intraprende un viaggio attraverso le terre incantate, affrontando prove e ostacoli.
Durante il suo viaggio, aiutò creature magiche e risolse enigmi difficili, dimostrando la sua bontà d'animo.
Alla fine del suo viaggio, tornò al campo fiorito e, con il cuore pieno di amore e compassione, riuscì a raccogliere la rosa incantata.
In quell'istante, l'incantesimo si dissolse e la rosa si trasformò in una fata splendente, che ringraziò Sofia per il suo coraggio e la sua gentilezza.
Da quel giorno, Sofia divenne la custode delle terre incantate, diffondendo amore e speranza ovunque andasse, con la rosa incantata al suo fianco, simbolo del suo cuore puro e della sua volontà di aiutare gli altri.
Il Cacciatore e il Cinghiale
di Gabriele Pasta

C 'era una volta un cacciatore che era alla ricerca di animali da cacciare per la sua sopravvivenza.
Si trovava in mezzo ad un bosco sperduto in direzione nord.
Dopo aver trovato un fucile con il mirino, vide in mezzo ai cespugli quello che per lui poteva essere un’ ottima preda da cacciare. Si trattava di un cinghiale selvaggio, solo che al momento di colpirlo, il cacciatore si accorse che l’animale era ferito ad una zampa.
Così, il cacciatore si impietosì e andò subito a soccorrerlo.
Inizialmente l’animale era spaventato e cominciò a tremare, appena capì che l’uomo voleva aiutarlo, si sedette accanto a lui per farsi curare, così iniziarono a fare amicizia e proseguirono la loro avventura da grandi amici.
L'amore vince su tutto
di Mattia Napoli

C 'era una volta un cavaliere di nome Arturo che viveva in un castello e desiderava tanto sposarsi. Un giorno conobbe una principessa di nome Alessandra. Per ottenere la sua mano doveva superare alcune prove, doveva trovare l'ago in un pagliaio, la piuma della fenice del re e prendere la spada nella roccia. Così incomincia la sua ricerca, trova l'ago nel pagliaio di una magica fattoria, la piuma nella sala del trono sotto la gabbia della fenice e riesce, con tanto impegno, a estrarre la spada nella roccia. Superate le prove andò al castello del re così da mostrare i tre oggetti. Il re gli diede il permesso di sposare la principessa e così vissero tutti felici e contenti.
La principessa Jasmine
di Vittoria Pirrera
In un buio giorno d' inverno una principessa di nome Jasmine, che abitava in una torre ,vide che il sole era tramontato troppo presto.
Chiamò subito la madre e il padre che dissero fra loro : "E' ora di raccontarle la magica leggenda!".



Jasmine rispose : "Ma di cosa state parlando"? Allora i genitori iniziarono a narrare le imprese speciali che doveva affrontare Jasmine per salvare il mondo dal buio dell' inverno.
Jasmine aveva bisogno di una spada magica ,perché in questo percorso avrebbe incontrato hobit, streghe e giganti. Quindi, dopo essersi armata, si diresse in un bosco dove doveva affrontare personaggi malefici che volevano solo buio e oscurità. E lei, secondo la leggenda era proprio la prescelta per combatterli. Alla fine ci riesce e torna a casa gloriosa e orgogliosa di se stessa. Finalmente aveva sconfitto il buio e ora nella sua torre splendeva la luce immensa del sole.
Il Lupo e L'agnellino
di Eliana Pizzo

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