
POPONE, IL VILLAGGIO FANTASMA
ll casale di Popone è indubbiamente il più antico sito attualmente presente nel territorio di Casaluce. Oggi, di esso restano solo malinconici ruderi e una chiesetta dedicata a San Tamarro, che evoca storie di fantasmi e tesori nascosti. Situato a nord di Aversa, Popone è attualmente solo il nome di una località; se non fosse per alcuni documenti storici, si saprebbe ben poco riguardo alle persone che vi sono nate o morte. L'etimologia del suo nome è piuttosto incerta e complessa, nonostante i progressi nel campo della toponomastica.
Alcuni fanno risalire il termine greco "pepòn", che significa maturo o “cotto dal sole” o molto più banalmente “Popone”, il termine antico del melone d'acqua, che alcuni studiosi fanno risalire all'epoca greca tra il III e IV secolo aC, come una colonia dei cumani, i quali si insediarono prima sulle coste a nord di Napoli e poi nell'entroterra. Il nome è legato anche ad un antico proprietario longobardo, il cui appellativo deriva dal vocabolo germanico "pipen", che significa "pigolare"; ciò riflette la massiccia presenza di volatili nella zona in epoche passate, rendendone popolare la pratica della caccia. Il documento più remoto riguardante Popone è attribuito a Pietro Diacono.
Con la vendita di Rainulfo Drengot nel 1030, per diritto di conquista, il casale entrò nell'orbita normanna. Nel 1087, Riccardo, principe di Capua e conte di Aversa, proseguendo la politica dei suoi predecessori, concesse ai benedettini il monastero di San Lorenzo, seguendo il motto "ruba quando sei vivo e lascia prima di morire".
Sfortunatamente, la sua famiglia, di fede sveva, fu privata dei beni e il nobile aversano venne decapitato e spogliato del titolo e delle sostanze.
Dell'intera famiglia rimasero solo la madre e la sorella, che si rifugiarono nel convento delle clarisse di San Francesco ad Aversa.
Le terre di Rebursa furono assegnate a Guglielmo Stendardo, nobile originario di Barro, che aveva accompagnato nella conquista del regno Barral e Bertando del Balzo, e tra queste terre vi era Popone. Poco distante sorge un villaggio, demograficamente molto debole, che fu poi incorporato nella parrocchia di Casaluce, diventando un villaggio fantasma.
Oggi, di quel villaggio non rimane nulla di vivo, solo un rudere quadrangolare, circondato da edere e rovi.
Il sito è rimasto abbandonato per molti anni.

Resti del casale Popone

CHIESA DI SANTA MARIA AD NIVES: GLI AFFRESCHI DI NICCOLO' DI TOMMASO
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