Premessa
Con le alunne e gli alunni delle classi quarte siamo partiti dalla nostra Carta fondamentale: la Costituzione. In particolare, ci siamo soffermati sulla lettura dell'Art. 3 per cui "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Ci siamo poi rivolti al mondo del lavoro, dello sport, della cultura... e ci siamo domandati se davvero, ad esempio, tra uomini e donne ci fosse una reale uguaglianza di opportunità nella realtà quotidiana. "Quante giocatrici famose come Messi o Ronaldo conosciamo?", "Quante donne che occupano ruoli di prestigio troviamo nelle aziende, in ospedali o nelle banche?". La lista potrebbe ancora continuare. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi si sono resi conto che, soprattutto in confronto agli anni passati, molto cammino è stato percorso, ma la strada è ancora lunga e, talvolta, il tragitto si rivela di non facile percorrenza.
Abbiamo pensato quindi di invitare nella nostra scuola alcune donne della nostra città - e non solo - che sono riuscite ad affermarsi in campi considerati ancora piuttosto maschili, seguendo i propri sogni e i propri ideali, senza sacrificare la famiglia o la vita privata.
Di seguito potrete leggere e ascoltare gli elaborati prodotti dalle alunne e dagli alunni, che si sono mossi con entusiasmo e consapevolezza in un campo non semplice da esplorare, vista la loro giovane età, ma con la speranza che un piccolo seme piantato oggi possa dare origine a una splendida pianta.
Un grazie speciale alla nostra collega Francesca Cecchi per il supporto e l'incoraggiamento e a Patrizia Papalini per i preziosi suggerimenti.
Daniela Pagliaro e Isabella Reali

La storia di Flavia
Sottocapo di 1^ classe della Guardia Costiera
Ciao, mi chiamo Flavia e ora vi racconto la mia storia. Sono nata in Campania, ho studiato presso il Liceo scientifico e successivamente mi sono iscritta alla Facoltà di Medicina Veterinaria. Seguendo la mia amica del cuore a un certo punto ho deciso, quasi per gioco, di presentare domanda come militare presso il Comando Generale della Marina.
La mia domanda viene accettata e, a soli venti anni, mi trovo catapultata in una realtà diversa, per la prima volta lontana da casa, a seguire un corso di addestramento con molte prove, anche di tipo fisico. Decido poi di partecipare a un Concorso per rimanere in servizio permanente nella Guardia Costiera. Con tanto impegno, studio e determinazione, supero tutte le prove ed entro a far parte del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Dal 2018 presto servizio a Livorno, città in cui mi sono trasferita con la mia famiglia. Ho un bambino di dieci anni, mio marito svolge il mio stesso lavoro e per entrambi, lontani dai nostri cari, gestire la famiglia richiede molta fatica e organizzazione.
Dal 2005 le donne sono entrate a far parte delle Forze Armate e, sia per gli uomini che per le donne, è richiesto impegno, rispetto degli ordini e disciplina. Le donne devono tenere i capelli raccolti in uno chignon, utilizzare pochissimo trucco e usare per le mani solo smalti trasparenti. Anche per gli uomini, tuttavia, è richiesta sobrietà. Attualmente lavoro presso l'Ufficio Protocollo (dove, ad esempio, si ricevono le richieste per le patenti nautiche), ma posso essere spostata su motovedetta per operazioni di salvataggio, di supervisione della filiera della pesca, di controllo
della qualità delle acque e per sanzionare chi assume comportamenti sbagliati in mare.
Vi ringrazio per l'attenzione!
E... questa sono io



Mi chiamo Francesca e...

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INTERVISTA AD ANGELICA
Mi presento: mi chiamo Angelica, ho 29 anni e sono comandante di una nave. Fin da piccola ho sognato di trascorrere la mia vita in mare, forse anche perché mio padre lavorava sulle navi e io andavo spesso a trovarlo.


Ho studiato presso il Liceo scientifico di Livorno, la mia città, anche se avrei voluto frequentare l'Istituto nautico "Cappellini".
Dopo il diploma mi sono recata a Genova per conseguire un secondo diploma come Ufficiale di coperta. Dopo un ulteriore stage in Accademia a Genova ho ottenuto il patentino per Ufficiale di navigazione.
Dai 19 anni ho comunque iniziato a lavorare sulle navi da crociera, un bellissimo lavoro che mi ha permesso di girare il mondo.
Pilotare navi grandi come quelle da crociera è stata una forte emozione, soprattutto la mia primissima volta.
Per raggiungere obiettivi di un certo tipo è necessario studio, impegno, passione e determinazione.
Bisogna saper convivere anche con la nostalgia, perché si è a lungo lontani da casa.
Sono spesso l'unica donna a bordo con equipaggi maschili, ma ciò non mi ha mai creato particolari problemi, dato che si viene a creare un rapporto di stima, di collaborazione e anche di amicizia.
Ho un bambino di due anni e l'avere un figlio mi ha portata a una scelta di lavoro un po' diversa, in modo da stare vicino alla famiglia. Attualmente sono comandante su una bettolina, un'imbarcazione che rifornisce altre navi di acqua, nel porto di Livorno.
Tuttavia penso di riprendere il largo a breve, magari portando mio figlio su una grande nave con me.
Il mio sogno futuro? Diventare Pilota di porto, quella figura cioè che sale con la pilotina sulle navi che devono muoversi all'interno del perimetro portuale e assistere e consigliare il comandante indicandogli la rotta da seguire.

AL MOMENTO IN TUTTA ITALIA CI SONO SOLTANTO DUE DONNE PILOTA DI PORTO. LA TERZA...SPERO DI ESSERE IO!
Per continuare, ecco di seguito tre testimonianze di donne che lavorano nel campo medico.
"Mi chiamo Benedetta e sono una chirurga senologa. Nel mio lavoro ho sempre dovuto confrontarmi con una prevalenza maschile, ma con il mio carattere non ho mai avuto problemi, carattere che mi è stato d'aiuto anche in molte fasi dello studio. Riguardo alla mia carriera, ho sempre una piccola paura che una mia eventuale maternità possa crearmi rallentamenti nella prospettiva di crescita personale, ma non ci voglio pensare e godermi il percorso passo dopo passo".
"Mi chiamo Valentina e sono un chirurgo generale. Fin dai primi anni di Università mi sono resa conto che sarebbe stato difficile coniugare lo studio e, in seguito, il lavoro di chirurgo con la vita privata; con il mio compagno dell'epoca, che svolgeva un lavoro completamente diverso, ci sono state infatti diverse incomprensioni che poi hanno logorato il rapporto. Dopo la specializzazione, ho lavorato fuori Livorno ma, tornando a casa dopo anni, ho conosciuto una persona che ha compreso il mio lavoro e mi ha sempre supportato. Adesso sono mamma di una splendida bambina e riesco, con qualche sacrificio, a coniugare perfettamente la mia vita lavorativa, con quella di mamma e sono molto felice".
"Mi chiamo Donatella e sono anestesista. Fin da quando scelsi Medicina all'Università, ho sempre saputo che avrei dovuto scegliere ad hoc la specializzazione, se avessi voluto avere una famiglia. Di conseguenza, ho scelto Anestesia e Rianimazione visto che, a differenza di altre specializzazioni, permette a livello ospedaliero di effettuare turni regolari. Durante il tirocinio, ho conosciuto molte colleghe e molti colleghi che mi spaventavano raccontandomi le loro peripezie per incastrare lavoro e famiglia. Nel corso della mia carriera, sebbene ancora giovane, ho realizzato che, con una giusta organizzazione, posso potenzialmente non avere problemi e conciliare vita privata e lavorativa".

Per concludere, uno sguardo al passato. Studiando la storia di quest'anno, abbiamo incontrato un personaggio femminile della civiltà egizia, Nefertiti, che ha saputo far valere la propria intelligenza e la propria intraprendenza assumendo il comando dell'Egitto alla morte di suo marito, il faraone Akhenaton. Queste sono le sue parole:
NEFERTITI
"Non provengo da una famiglia di faraoni, ma sono stata la moglie del faraone Akhenaton. Gli sono stata accanto con i miei preziosi suggerimenti e ho dimostrato di essere una donna capace, con un carattere forte e deciso. Quando Akhenaton è morto, sono stata io a prendere il potere e a regnare, anche se solo per un breve periodo".
IL NOSTRO VIAGGIO SI CONCLUDE QUI.
UN GRAZIE A TUTTI DALLE BAMBINE E DAI BAMBINI DELLE CLASSI QUARTE

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