






LA PARTENZA PER KYAUKPY
Jean Pierre David partì per Kyaukpy. Un forte vento maltrattò la carcassa. Egli infilò impermeabile e ciabatte e accorse in aiuto del capitano; scivolò in acqua e si salvò grazie ad un pezzo di legno. Approdò su un’isoletta.

DESCRIZIONE DELL’ISOLA.
Era un’isoletta a forma di fazzoletto, con un boschetto di palme da cocco. Al suo centro una fonte sgorgava da un ammasso di rocce e annaffiava le piante tropicali dai frutti variopinti. Si addormentò ai piedi di un albero da cocco; si risvegliò al suono di una fievole voce: “ Sei un cacciatore di tigri?” Pur non conoscendo la sua storia, gli attribuì il nomignolo di “ PICCOLO PRINCIPE ”.
IL SALVATAGGIO
Non era un cacciatore di tigri. Così, pensando al salvataggio, decisero di accendere un fuoco. Il fumo nero sarebbe stato sicuramente avvistato da qualche nave.

IL CIRCO
Un giorno arrivò sul piccolo pianeta un circo. Non si fermò a lungo poiché mancavano le persone per applaudire il suo spettacolo e lo spazio per accogliere tanti animali. C’erano elefanti, dromedari, cavalli, tigri, . . . Una tigre scappò dalla gabbia e fu ritrovata dal piccolo principe nel cratere.
LA TIGRE E LA ROSA
Il piccolo principe temeva che la tigre potesse mangiare la sua pecora. La rosa era molto preoccupata e, anche se si mostrava orgogliosa, voleva proteggere il piccolo principe. Gli suggerì così di abbandonare il pianeta e di andare via. L’ometto rimase colpito dal dolce gesto della sua rosa e le rispose: “ Che ne sarà di te se io vado via ?“

IL PRIMO ASTEROIDE. L’ECOLOGISTA.
Il piccolo principe seguì il consiglio della sua rosa e salì sul primo asteroide dove abitava un ecologista. Costui gli rimproverò di tenere rinchiusa una pecora nella scatola; gli fece notare che gli animali vanno lasciati liberi e gli consigliò di liberarla. Il piccolo principe si offese e andò via.

IL SECONDO ASTEROIDE. IL PUBBLICITARIO.
Il piccolo principe approdò sul secondo pianeta, infestato di cartelloni luminosi e multicolori. Era abitato da un uomo con un completo a quadri che si occupava di pubblicità. – “Sei un cacciatore di tigri?”- chiese il piccolo principe. No!- rispose l’ecologista. Di meteora in meteora, il caso lo condusse sul terzo pianeta.

IL TERZO ASTEROIDE. L’INTELLETTUALE.
Il terzo pianeta era interamente ricoperto di fogli di carta ed era infestato da un baccano infernale. Un uomo grosso, in camice bianco, si affaccendava davanti ad uno schermo che vomitava interminabili fogli di carta. L’omone faceva calcoli per individuare i problemi sociali, molto prima che sorgessero, e adottava misure per appianarli. Il piccolo principe pensò di essere arrivato al posto giusto per liberarsi della tigre. Espose così il suo problema; l’omone, dopo un attento calcolo, giunse alla conclusione che, per catturare la tigre, occorreva un cacciatore. – Ma . . . come è fatto un cacciatore? – si domandò il piccolo principe.

IL QUARTO ASTEROIDE. L’AMMINISTRATORE.
Il piccolo principe arrivò sul quarto asteroide dove abitava un signore, seduto alla sua scrivania, alle prese con diverse pile di documenti. “ Sei un cacciatore di tigri?” gli chiese. "Sono un amministratore!" rispose. Ancora una volta non aveva trovato un cacciatore che uccidesse la sua tigre.

IL QUINTO ASTEROIDE. LE VERT.
Il piccolo principe arrivò sul quinto asteroide, abitato da un uomo vestito di verde. Costui discusse molto con l’ometto in quanto amava solo le cose di colore verde e detestava il colore rosso, che tanto piaceva al piccolo principe. ( la sua rosa era di colore rosso ).

IL SESTO ASTEROIDE. LA RAGAZZINA.
Il piccolo principe arrivò sul sesto pianeta, dove abitava una ragazzina. Esso era moquettato di verde e, tra le fronde di alti alberi, cinguettavano cori di uccelli; freschi ruscelli ridevano allegramente, scivolando su un letto di ciottoli. Passeggiando tra i fiori, mano nella mano con la ragazzina, il piccolo principe provò nostalgia per la sua rosa e decise di andare via.

LA FORESTA FOLTA E OSCURA.
Il piccolo principe atterrò su un pianeta pieno di alberi giganteschi e animali feroci. Incontrò serpenti e leoni, ma non c’era ombra di un cacciatore di tigri. Un nuovo giorno volgeva al termine, così si diresse verso la spiaggia.

IL RITORNO A CASA
il piccolo principe, adagiandosi dolcemente, si abbandonò alla vista di un piacevole crepuscolo. Jean Pierre David si addormentò con lui e, al suo risveglio, non trovò più il piccolo principe. Da lontano avvistò la sagoma della Skipskyelen, le si avvicinò, salì a bordo e tornò a casa.
Caro signor Antoine de Saint Exupéry, il nostro comune amico lo ricorderò sempre, ed ora condivido il privilegio di averlo incontrato. Il piccolo principe non poteva riportare indietro la pecora, di fronte alla minaccia della tigre. Gli avevo offerto di prendermi cura della sua protetta. Il mio giardino non era molto spazioso, si sarebbe annoiata. Di comune accordo, abbiamo dunque giudicato opportuno renderla al suo legittimo proprietario. E’ un po’ invecchiata e ingrassata, ma gode di una saluta perfetta. Gliela restituisco nella sua cassetta e, se dovesse rivedere il piccolo principe prima di me, lo saluti calorosamente da parte mia e gli dica che mi manca tanto quanto è mancato a lei. Oso solo sperare che serberà di me un ricordo vivo e piacevole.


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