
DEDICATO A CHI HA PAURA DEI GIUDIZI DEGLI ALTRI ...
... E A CHI HA POCA STIMA DI SE'

L' ORSETTO TEDDY
C'era una volta un orsetto che si chiamava Teddy.
Teddy era un orsetto un po' timido.
A scuola aveva qualche difficoltà a fare amicizia con gli altri orsetti della classe.
Un giorno però decise di farsi coraggio.
Andò incontro all'orsetto che gli era più simpatico per conoscerlo meglio e giocare insieme.
Ma mentre si dirigeva verso il compagno,Teddy non si accorse che per terra c'era una matita.
Mettendoci sopra una zampa, scivolò e sbattè contro la cattedra facendo cadere il banco di un suo compagno.
Questo guardò infuriato Teddy e gli disse: "Teddy è uno stupido! Teddy è uno stupido!
Tutti i suoi compagni gridarono in coro : -Teddy è uno stupido !- Teddy è uno stupido!
Teddy mortificato, scappò via in lacrime.
L'orsetto si sentiva veramente molto stupido e impacciato, non voleva più andare a scuola per la vergogna.



A casa la mamma di Teddy lo consolò dicendogli che era stato solo un incidente, di non preoccuparsi perchè i compagni della classe si sarebbero presto dimenticati dell'accaduto.
L'orsetto non si consolò e continuò ad essere triste.
Teddy non faceva altro che pensare a ciò che era successo a scuola , a quanto era stato brutto sentirsi dire che era uno stupido.
Nulla, però, convinse Teddy a tornare a scuola il giorno dopo.
Se chiudeva gli occhi, immagina che tutti i compagni ridessero di lui, gli sembrava ancora di udire quelle risate.
La mamma, vedendolo così agitato, pensò che un giorno di assenza lo avrebbe calmato.
La notte l'orsetto dormì poco e male e fece dei brutti sogni.
Il giorno dopo, passò tutto il tempo a casa,sul divano,a guardare la TV con lo sguardo triste. Neanche il miele, di cui andava ghiotto, gli fece tornare il buonumore.
La mattina seguente Teddy andò a scuola , nonostante fosse ancora molto agitato e preoccupato di essere preso in giro dai compagni.
Pensando così , si agitava sempre di più , il cuore gli batteva forte e le mani gli tremavano.
In classe la maestra lo chiamò alla lavagna per eseguire un esercizio, ma Teddy incominciò a tremare per paura di sbagliare non riuscendo a scrivere con il gessetto.
Tutti gli orsetti della classe risero e incominciarono a prenderlo in giro.
La maestra esortò la classe a fare silenzio, poi chiese a Teddy cosa stesse succedendo.
Teddy scappò via in lacrime e andò in bagno.
La maestra lo raggiunse e gli chiese la causa del suo malessere.
L'orsetto rispose piangendo che era nervoso perchè gli altri orsetti non lo volevano come amico perchè era troppo stupido.
Allora la maestra chiese che cosa pensasse di se stesso. Teddy rispose che era uno stupido.
Questo per lui era terribile.
La maestra lo consolò e gli disse che questo succedeva perchè lui dava troppa importanza ai giudizi degli altri.
"Fare un'azione sbagliata "aggiunse la maestra"Non vuol dire essere tutto sbagliato, neppure essere tutto stupido".
"Un'ultima cosa, quante orecchie hai Teddy?"Chiese la maestra .
"Beh , due"Rispose Teddy perplesso.
"Le cose brutte che ti dicono possono entrare da un orecchio ma uscire dall'altro"concluse la maestra.
Teddy tornò in classe e senza tremare scrisse l'esercizio.
Finalmente non pensò più di essere stupido.
Nessuno più lo avrebbe fatto sentire stupido!
IL LEONCINO GABRIELE
I leoni sono animali furbi. Riescono a evitare i pericoli e a cacciare abilmente.
Gabriele,invece, era un leoncino che, da quando aveva cominciato la scuola di caccia, era giudicato un leone poco furbo.
Questo perchè, durante gli esercizi di caccia, invece di concentrarsi si distraeva.
Mentre gli altri leoncini correvano dietro l'animale scelto dalla maestra, Gabriele si lasciava distrarre dal profumo di un fiore o dal canto di un uccellino su un albero.
Gabriele rimaneva sempre indietro rispetto al gruppo degli altri leoni.
La maestra voleva comunicare ai genitori del leoncino che se avesse continuato a distrarsi in quel modo durante gli esercizi, non avrebbe sviluppato le abilità necessarie per cacciare da solo, per evitare i pericoli della savana o dell' uomo.
Gabriele, che sapeva cosa avrebbe detto la maestra ai genitori , cominciò a vagare nella savana senza una meta.
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