AUTRICE:
Anna Bianchetti


Mi chiamo Izabela, ho 9 anni e vivo in Siria.
E' partito tutto da quando mio papà è morto e mia mamma diceva che non avevamo più soldi. Lei era molto strana e continuava a ripetere che mi serviva un futuro migliore e un giorno, che io ricordo perfettamente, mi disse che dovevo andare a trovare dei miei parenti in Italia. Io non sapevo nulla di questa cosa ma mia mamma mi tranquillizzò dicendomi che mi sarebbe venuta a trovare.


Anche Aamir il mio migliore amico da sempre partiva per l'Italia per problemi di soldi (o almeno così diceva lui).
Noi siamo molto uniti e ci conosciamo da quando avevamo 3 anni.
Io
Aamir

Ci ritrovammo in una grande piazza dove mia mamma e il papà di Aamir diedero tantissimi soldi ad una persona.
Ma non avevamo problemi di soldi ??
Va beh, in quel momento ero così confusa che non capivo.
Così mi chiesi se fossi veramente salita con loro.
Inizai a piangere, anche se avevo portato con
me la mia orsachiotta di peluche Fatima.

A quel punto la mamma mi disse che lei non sarebbe salita, ma sarebbe venuto con me Aamir.
La mamma scoppiò in lacrime e io non capivo perchè visto che, anche se i barconi spaventavano un po', era una semplice visita dai miei parenti...non era sicuramente un "addio"!
Così ci misero dei giubbotti di salvataggio, poi, detti la mano ad Aamir che era con suo papà e, salimmo su quel grande barcone. Aamir, vedendomi triste e spaventata, mi disse che non c'era da preoccuparsi.
Così mi tranquillizzai e quando il barcone partì salutai la mamma con la mano mentre la vedevo sempre più piccola e lontana.
Tanti pensieri si affollarono nella mia mente: il mio mondo fatto di cose semplici che nello stesso tempo erano la mia quotidianità, il ritrovo con gli amici in piazzetta per giocare, la mamma sempre pronta ad abbracciarmi nei momenti di difficoltà, le risate con Aamir per il solletico...insomma, sarebbe sparito per sempre, sarebbe cambiato tutto.
Nella barca eravamo tutti veramente stretti come sardine.
Quando non vidi più la mia mamma ricominciai a piangere, ma Aamir mi disse" Iza non piangere ti prego, non ne hai motivo. Rivedrai presto la mamma e io ti starò sempre vicino". A quelle parole lo abbracciai forte e poi iniziai a chiedermi come sarebbe stata la vita in Italia.
Dopo 5 ore di viaggio, iniziai ad avere fame, ma per noi non c'era molto da mangiare; mi sarebbe bastato solo un pò di "Pita"e mi veniva anche in mente quel delizioso "Farooj" che cucinava la mamma la domenica, o quel buonissimo"Ouzi"che aveva cucinato il giorno che avevo copiuto 7 anni. Se chiudevo gli occhi sentivo il profumo della "Baklawa"che mangiavo a merenda: una delizia! Quando si fece buio io ed Aamir ci appoggiammo uno all'altro e ci addormentammo con il terrore che saremmo potuti affondare da un momento all'altro. Quella mattina mi svegliai prestissimo, alle sei, perchè sentii che il mare era molto agitato e faceva freddo(non avevamo coperte).
Così svegliai Aamir e suo papà: con orrore ci accorgemmo che i nostri piedi erano immersi nell'acqua.
La barca si stava allagando!
A quel punto iniziammo ad urlare scatenando il panico tra le altre persone.In quel momento pensai che non avrei più rivisto la mia mamma. Un uomo urlava e imprecava dicendo di stare zitti e che noi eravamo "PROFUGHI" in fuga... non saremmo comunque arrivati vivi in Italia! Quando disse la parole "PROFUGHI" capii che mamma mi aveva mentito e che stavamo scappando da una GUERRA! Mi salì il panico!
Le onde si alzarono ed ad un tratto successe una cosa terribile...
un'onda fece impennare tutta la parte sinistra della barca e vidi Aamir che cadde bruscamente nell'acqua e non lo vidi più risalire.
Iniziai ad urlare il suo nome in lacrime, mentre la paura prendeva il sopravvento dentro di me.
Quel momento è stato orribile!
Mi sentivo sola in un barcone dove c'erano ancora 40 persone; mi saliva l'ansia in modo esagerato.
Iniziai a pensare che sarebbe andato tutto male.
Tutti si spingevano e
cadevano in acqua.







La mia paura si fece realtà: vidi un'onda di almeno 2 metri che si avvicinava velocemente alla barca. Non feci nemmeno in tempo a pensare come evitarla che si abbattè impetuosamente sulla barca e la travolse.
Caddi in mare.
L'acqua era freddissima e le onde mi spingevano di qua e
di là con violenza:
non riuscivo a respirare.
Pensavo che sarei morta.

Arrivò un'altra onda che mi scaraventò contro uno scoglio, per fortuna non picchiai la testa ma mi feci male ad una gamba. Non riuscivo più a nuotare e avevo l'acqua in bocca.
Così mi lasciai andare nel profondo degli abissi del mare.



Mentre affondavo pensavo:
tra poco morirò, tra poco morirò... e mille pensieri ed immagini del mio passato mi scorrevano nella mente...pensavo che non avrei più rivisto i miei amici, la mia mamma, e Aamir che fine aveva fatto? Il mio gattino Felix che amavo tanto? L'angoscia mi attanagliava e in un attimo mi passarono davanti tutti i momenti della mia vita!
Proprio in quel momento sentii due forti braccia afferrarmi e mi riportarono velocemente in superficie.
Ero salva!
Mi misero su una nave Italiana, mi asciugarono e mi sfamarono.



Cercai immediatamente Aamir, speravo che da un momento all'altro mi corresse incontro, ma niente...nessuna traccia.
Ero disperata, avevo un immenso bisogno di lui, continuavo a singhiozzare e una signora gentile mi abbracciava e mi parlava. Io non comprendevo una parola perchè parlava italiano. Dopo un breve viaggio arrivammo in Italia; mi portarono in un centro di accoglienza dove mi lavarono e un medico mi fasciò la gamba che per fortuna non era rotta, anche se mi faceva molto male. Dopo una settimana fui trasferita a Brescia, una città del nord Italia, in una struttura chiamata "Casa famiglia"dove c'erano altri bambini. Alcuni parlavano la mia lingua e altri parlavano italiano.




Di notte sognavo la mamma, volevo la mamma!!
Una delle persone che si occupava di noi, quando mi vedeva triste, mi abbracciava e mi consolava; lei era la mia preferita, si chiamava Monica.
Ogni giorno mi insegnava qualche parola di italiano e quando ero con lei riuscivo perfino a sorridere. Un giorno Monica mi disse che presto avrei rivisto la mamma perchè erano arrivati nuovi profughi e probabilmente c'era il suo nome.
Non credevo alle mie orecchie!
Ogni giorno le chiedevo notizie, fino a quando un giovedì, che non dimenticherò mai, vidi entrare la mamma.
Il cuore mi esplodeva dalla gioia.
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16/06/2020

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