Per La piccola Emma...Tanti Auguri per il tuo primo compleanno...This book was created and published on StoryJumper™
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Tutto si fece sempre più ovattato, le voci da molto forti diventarono quasi un
bisbiglio e un caldo tepore avvolse tutto il suo corpo. Emma si trovò in una
splendida radura appena fuori dal bosco, lo stretto sentiero ora si interrompeva
ed iniziava un prato dall’ erba alta di un forte colore verde bottiglia che, con i
movimenti creati dal vento, diventava di un colore verde oliva creando dei
movimenti e delle sfumature che andavano dal grigio al verde pistacchio piselloso.
La giornata era di sole…un caldo secco e per niente fastidioso con un cielo bello
terso, insomma…una splendida giornata…
Si accorse che, mentre camminava, nella sua testa continuavano a ronzare suoni
strani e rumori ovattati e non riusciva proprio a capire da dove provenissero ma
non la disturbavano, sembravano quasi piacevoli.. Ad un certo punto dovette
proprio scuotersi la testa e con le sue manine darsi una bella sfregatina alle
orecchie per cercare di allontanare tutti quelle strane voci…La cosa sembrò
funzionare anche se alcune voci rimasero a farle compagnia in sottofondo ma,
per quanto la riguardava, sentiva questi suoni non proprio
ostili…anzi….l’accompagnavano quasi facendole compagnia ed infondendole
sicurezza.



Data la sua non ancora elevatissima statura riusciva solo ad intravedere, tra gli alti fili
d’erba, cosa vi era dopo quella piccola collina e ci vollero molti passi per riuscire a
scoprire una vista davvero straordinaria.
Una cosa da non crederci…davanti a lei, su una piccola collina si stagliava un albero
tra i più belli e grandi mai visti! L’albero era un incrocio tra i più begli alberi presenti
sulla terra e sembrava racchiudesse la bellezza di una quercia, il profumo di una
grande magnolia, la possanza di un grosso Baobab e l’altezza di una sequoia…Era
talmente alto che Emma dovette incurvare tutta la sua schiena per riuscire a vedere
dove questo albero andasse a finire e, nonostante questo, riuscì solo a scorgere le
nuvole dentro le quali l’albero scompariva…
Mentre scrutava il cielo sentì un fruscio dietro di lei e si girò di scatto e vide una
piccola animaletta piumata che sembrava proprio un gufo…il gufo per lo spavento
alzò 2 piccole alette multicolore e subito esordì: “AHHHH!!! Sono Elisabetta la
Civetta…non volevo spaventarti!”
“Ma no figurati…non mi hai spaventato…pensa che pensavo fossi un gufo…” Disse
Emma arrossendo un pochino per la vergogna …
“Eh…non sei l’unica che fa questo errore…è facile sbagliarsi…Io sono più piccola
rispetto ad un Gufo e poi non ho quei ciuffetti che sembrano delle piccole
orecchie…per il resto è facile confondersi, non ti preoccupare non sono mica offesa!!!
E comunque tutti qui sull’albero mi conoscono come Betta la Civetta..”
“Ah…bene…credevo di averti detto una cosa brutta…Senti…Per caso mi sapresti dire
che albero è questo?”



“Ma come? Vuoi forse farmi pensare che non conosci il
DIFRUSPARRO? L’albero magico che cresce qui nella regione
dei bauscia?” esclamo Betta con una vera faccia sorpresa.
“ Mai sentito” rispose Emma…”E come mai sta qui? Quanto è
alto? A cosa serve? Perché non è nel bosco? Perchè si chiama
in questo modo, perch…”
“Calma calma!!!!” l’interruppe Betta…”Una domanda alla
volta…” “Anzi più che a rispondere alle tue domande cercherò
di darti una spiegazione globale…dopodiché ti suggerirò un
modo per conoscere meglio e più a fondo il Difrusparro.”
“Ma tu come ti chiami? E da dove arrivi?” Chiese Betta
“Ah..si…scusami…non mi sono neanche presentata…Io mi
chiamo Emma ed abito in un paese sui laghi dei boschi dei nani
dei laghi boscosi…e non so perché sono qui…ricordo solo che
ero insieme a tanta gente..in una stanza con 1000 luci e tanti
profumi e...”
“Bene…Emma tu sai che cos’è la felicità?”
“mah…la felicità…ancora bene non so cosa sia…ne ho sentito
parlare ma cosa sia precisamente proprio non lo so…”
“Ecco…nella nostra valle il Difrusparro viene anche chiamata
Albero della Felicità. Si dice che arrampicandosi in cima ai suoi
enormi rami si può capire cos’è la felicità, cercarla,
raggiungerla ma anche perderla irrimediabilmente…”
“ E come si fa ad arrampicarsi? È talmente alto e possente..”




Dietro al Difrusparro troverai una scaletta di corda…arrampicati sino al primo ramo.
Dopo troverai una porticina che, dopo averla aperta, ti porterà all’inizio del ramo…a
quel punto troverai qualcuno che ti saprà dare le informazioni che cerchi….Ora io devo
andare…inizio ad avere molta fame e devo prepararmi per la caccia di questa
notte……CIAO EMMA !!!”
Betta iniziò a sbattere le sue bellissime alucce e si allontanò in breve tempo. Emma
stette immobile a guardarla fino a che non uscì dalla sua vista…a quel punto tirò un
sospirone e si girò verso il suo albero, ci girò intorno e, come aveva detto Betta, trovò
una scaletta fatta di corda e piccole assi di noce…si guardò intorno e, non vedendo
nessuno, afferrò con le due manine la corda e pose il suo piedino parmareggino sul
primo gradino..uno dopo l’altro inizio a salire sull’albero e arrivata alla base del primo
ramo trovò la porticina come indicato proprio da Betta. La aprì e si trovò all’interno
dell’albero dove c’era una scala a chiocciola incavata nel legno dell’albero che andava
su..su…sembrava quasi all’infinito…
Circa ogni 15/20 metri di altezza gli abili falegnami avevano creato una specie di
pianerottolo che serviva ad uscire dal tronco ed andare fuori sul ramo. Un
complicatissimo ed ingegnoso sistema di carrucole e pesi faceva si che, solo dopo
essere usciti sul ramo il cammino poteva continuare all’interno del tronco…
La piccola Emma iniziò a salire sulla piccola scala a chiocciola ed arrivata sul primo
pianerottolo trovo la piccola porticina…prese la maniglia a forma di pigna…la girò e…si
trovo fuori sul ramo…subito una voce la accolse nel piccolo ballatoio…





“Ciao io sono Ciccio il Riccio…sono il custode del ramo degli oggetti del desiderio qui
sull’albero della felicità…e tu chi sei?”
“Ciao Ciccio, io sono Emma…Posso chiederti a cosa serve questo ramo?”
“Ma certo Emma…Se tu andrai a toccare quella foglia d’oro che c’è in fondo al ramo,
potrai desiderare qualsiasi oggetto e con lui trascorrere beatamente tutto il resto della
tua vita con infinità felicità!”
“Ma potrei possedere anche la Bicicletta PowerBosk? La macchina del papà e della
mamma? Un aereo?”
“Tutto Emma…qualunque cosa…e quando l’avrai provata potrai scegliere se rimanere
nella città dei desideri esauditi oppure ritornare sull’albero e provare un altro ramo…”
“Ok…grazie Ciccio…io allora cammino fino alla foglia…e…Grazie!”
Ricevette in cambio un grande sorriso…e si incamminò verso la foglia d’oro e, subito
dopo averla toccata, una strana sensazione le pervase tutto il corpo…Dovette chiudere
gli occhi e quando li riaprì si trovò in coda in un supermercato enorme…ma quando
dico enorme intendo proprio enorme!!!
Ogni persona aveva con se un oggetto…
c’era la signora con un anello di
diamanti grossi come pompelmi…
un ragazzino aveva una ruspa alta
18 metri…e poi moto da cross,
auto sportive, treni con vagoni,
chitarre, ville con piscine e molte
altre cose magnifiche…











Emma si girò e sul suo fianco vide la sua bicicletta preferita..la bellissima e
costosissima PowerBosk di colore Azzurro metallizzato, cestino anteriore in vimini,
pedali cromati, campanello bitonale, e computer multifunzionale! Una vera bicicletta
da sogno!
Tenendo il manubrio con le due manine passò attraverso strane postazioni che
sembravano casse ma non lo erano. Qui veniva solo associato il bene alla persona
che lo aveva in custodia e, quando Emma arrivò nei pressi della cassa, l’addetto
tocco la bici e poi Emma con una strana bacchetta e subito dopo disse
“Perfetto…Vada pure signorina…”. Emma andò verso l’uscita e, subito dopo aver
spalancato le porte del magico supermarket, si trovò nella sua città in sella alla sua
bicicletta sognata già da molte primavere…



Iniziò a pedalare e, con il passare del tempo, le sue pedalate si fecero vigorose e
sicure e iniziarono a mettere tra lei e la sua città molti boschi, molti prati, molti
laghi…Quando si accorse iniziò a preoccuparsi ed iniziò anche a sentirsi un
po’ sola. Tutte queste sensazioni la portarono a pensare ad una cosa sola..
della sua straordinaria bici si era già stancata! Smiise di pedalare, si fermò a lato in un
punto dove poteva vedere il suo bel lago e iniziò a dire:” Si..vabbeh…la bici è
bellissima e va molto forte…ma se vai in giro da sola a cosa serve? Preferisco la mia
graziellina rosa sgangherata e fare le gite con il mio papà o quando vado al mercato
con la mia mamma…oppure quando giriamo con tutti i miei amici…No! Mi sa che
questa bici non vale poi così tanto e io non la voglio più!”…
Non appena finì queste semplici parole si ritrovò in cima ad un grande albero con una
foglia d’oro stretta nella mano e con un simpatico riccio che la guardava…
“Sei ritornata…nulla di interessante?”
“Tutto era interessante…ma non così tanto…Bella la bici, bella la gita ma senza
qualcuno con cui condividerla non è così piacevole! …E’ tutta qui la felicità?”
“Ma no…sei solo al primo ramo…Continua la salita, magari lassù in cima troverai
qualcosa che riuscirà a farti felice…”
Emma riaprì la porticina e dovette aspettare che tutti gli ingranaggi le aprissero la
possibilità di proseguire all’interno dell’albero…Alla fine si sentì un forte STLONK’ e le
piccole scale riapparvero ai suoi occhi…







Emma ricominciò a salire le piccole scale interne ed arrivò ad un altro
pianerottolo…Aprì la porta e questa volta le diede il benvenuto una pelosa ma simpatica
creatura: “Ciao, io sono Nello il Pipistrello e sono il custode del ramo del meteo…se tu
andrai a toccare quella foglia d’argento che c’è li in fondo al ramo, potrai sceglierti il
meteo per tutta la tua vita!”
“Oh..ma tipo l’estate la neve i temporali?”
“Tutto Emma…qualunque tempo…e quando l’avrai provato potrai scegliere se rimanere
nella città dei desideri esauditi oppure ritornare sull’albero e provare un altro ramo..”
“Ok..Grazie Nello…Ci provo di nuovo….Grazie tante!”
Nello il Pipistrello fece un gran sbattere di ali ma Emma non riuscì a mascherare la sua
meraviglia nel vedere che Nello aveva una espressione molto triste… Quando Emma si
fece coraggio, mentre si preparava a chiedere il perché di quel volto scuro e triste,
Nello la anticipò dicendo: “Emma…Ma va! Guarda che ti sembro triste perché sono a
testa in giù!!! Ora giro la testa…ecco…vedi? Quella che ti sembrava una smorfia è
invece un bel sorriso !!! Molte volte l’angolazione con cui guardi le cose può riservarti
fantastiche sorprese…e sorrise ad alta voce…”
“Oh. Scusami Nello…è che non sono abituata a guardare il mondo a testa in giù…Grazie
molte…io allora vado…”


Emma si incamminò verso la foglia d’argento e, cercando di non opporre resistenza, la
toccò e si abbandonò a questa strana sensazione. Un brivido freddo la fece trasalire e
si ritrovò in una fila composta da tante altre persone prima di una grossa tenda simile
a quelle grosse tende purpuree trovate nei vecchi cinema del centro città…Ogni
persona aveva con se un diverso abbigliamento, c’è chi aveva la tuta da Sub, chi era in
costume da bagno, chi la tuta da sci, poi ombrelli, ciabatte, sciarpe e molto altro
ancora…Emma si sporse dalla coda per capire cosa bisognasse fare e cosa delimitasse
quella grossa tenda…Da quanto capì, all’arrivo alla tenda, una gentile signorina
avrebbe chiesto che tipo di tempo la persona desiderasse per tutto il resto della
propria vita e, una volta espresso il desiderio, al di la della tenda si sarebbero buttati
nella propria città con annesso il meteo scelto…Ogni volta che qualcuno scostava la
tenda Emma cercava di buttare l’occhio per vedere cosa le persone facessero appena
raggiunta la loro città e riuscì nell’ordine a vedere: un arabo sciare su una duna piena
di neve, Un Eschimese grigliare in infradito e canottiera sulla calotta polare, un
londinese abbronzato con una carnagione di un bronzato intenso da far invidia a Carlo
Conti insomma, le scelte furono le più svariate…
Dopo pochi minuti Emma arrivò davanti alla tenda e senza
esitazione disse alla signorina: “Primavera con il sole…
” la Signorina annuì e con una mano scostò il drappo,
Emma fece un passo avanti e si ritrovò sul lago di Varese in
piena primavera…Fiori, sole, colori stupendi…24 °,
barchette che giravano nel lago, gente che giocava nei prati…
Presa dall’entusiasmo anche Emma iniziò a correre a perdifiato
verso il lago, si tolse le scarpine e mise i piedi in ammollo…
Però capì subito che era ancora molto freddo e pensò…


…”Eh.. Per fare il bagno bisognerebbe aspettare l’estate…questo non è il periodo
proprio adatto…”…Poi vide una parte del Lago dove d’inverno andava a pattinare con
la sua zia nano e gli venne un po’ di tristezza…La primavera è la stagione che
preferisce ma ad ogni stagione avrà modo di legare ricordi bellissimi…In inverno le
piaceva un casino fare i pupazzi di neve nel giardino con sua mamma e suo papà, in
Estate andava al mare e stava fuori fino a tardi con i suoi amichetti a giocare o in giro
con le zie in bicicletta, in autunno c’erano dei colori magnifici ed era il tempo di andare
a funghi e cercare castagne, e la primavera beh…della primavera c’è poco da
dire…semplicemente fantastica!!! Dopo aver pensato tutto questo Emma abbassò il
testolino un po’ triste e si ritrovò a dire: “ Si…Vabbeh…la primavera è
bellissimissima…ma ogni giorno è bello per quello che porta! La neve, la pioggia, il
vento, il sole, la nebbia, il caldo e il freddo…con tutto ti puoi divertire…e se ci fosse
sempre caldo non avrei mai più la possibilità di fare un pupazzo di neve con la mia
mamma…no…non la voglio sempre la primavera e basta…”
Detto questo riaprì dolcemente gli occhi e vide Nello che era appeso a testa in giù e la
fissava…“Nessuna stagione faceva al caso tuo?”
“Eh…il problema è che tutte le stagioni fanno al caso mio…non c’è una brutta stagione
se sei accompagnata dalle persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene…e poi non è
mica vero che serve della pioggia per far uscire un arcobaleno?”
“Sei una ragazzina molto in gamba…ti meriti di salire e verificare
se ci può essere qualcos’altro che ti possa rendere felice…Sali pure
Emma…”
“Grazie Nello… Ci si vede…e grazie per la tua ospitalità”
Dopo aver salutato Nello apri la porticina ed iniziò a salire verso il
terzo ramo… Emma iniziava ad essere stanca ed ogni tanto continuava a
sentire un po’ di voci ovattate…ma la curiosità era talmente tanta che
continuò la sua ascesa ed aprì la nuova porticina…






Ad accoglierla trovò una specie di scoiattolo con la coda fine fine ed il viso molto
stretto e allungato…e le venne d’istinto chiedere…”Ciao…Io sono Emma.. ma tu chi
sei?”
“Ciao Emma…io sono Augusta la Mangusta…e sono la custode del terzo ramo…”
“Dici che riuscirò a capire cos’è la felicità su questo ramo?”
“Eh…Emma…io non lo so…Questo è il ramo delle amicizie…Se tu andrai a toccare
quella foglia di bronzo che c’è la in fondo al ramo, potrai scegliere fino a 3 amici ed
accompagnarti a loro per tutta la vita…”
“Oh..questo si che è figo!!! Ma tipo George Clooney, Brad Pitt, Edmondo, cioè anceh
personaggi di questo calibro?”
“Certo…Anche Edmondo…quelli che vuoi…basta che non superino le 3 unità! Potrai
scegliere se stare con loro per tutta la vita oppure tornare sull’albero e provare un altro
ramo..”
“Grazie Augusta…Spero sia la volta buona…Io vado…”
Dopo aver toccato la foglia di bronzo si ritrovò in un Ristorante enorme e fantastico,
pieno di piscine, giochi di luce, giardini Zen, fiori mai visti…e tantissimi tavolini.
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