Bentrovati!
Oggi parleremo della storia della misura e vedremo come misuravano gli antichi. Poi ci rilasseremo con un video divertente e anche interessante, costruiremo una "Jumping frog" con la tecnica dell'origami e sfideremo una persona cara in una gara all'ultimo salto!!
Are you ready?

Ragazzi, prima di tutto dovete rileggere "La piccola storia della misura", nelle fotocopie che vi ho dato poco prima della chiusura della scuola. Facciamolo insieme!
Vi ricordate la favola africana della gara di corsa?
UNA GARA DI CORSA
Un Cinghiale presuntuoso si vantava di saper correre veloce come il vento. II Camaleonte volle punirlo e lo sfidò ad una gara di corsa. La Rana faceva da arbitro. Il traguardo era una macchia di sterpi. Appena la Rana diede il via, il Cinghiale prese a galoppare più forte che poteva, senza accorgersi che il Camaleonte gli era saltato sul dorso, ove stava aggrappato al pelo tenendosi ben forte per non essere sbalzato via. Quando raggiunse il traguardo, il Cinghiale frenò di colpo, felice di aver vinto. Ma la brusca frenata sbalzò il Camaleonte qualche passo più avanti del Cinghiale. Tranquillamente seduto sul muschio, fregandosi le zampe, il Camaleonte si rivolse al Cinghiale dicendo: “Ebbene, mi pare che tu sia arrivato dopo di me. Guarda: sono più avanti di te almeno dieci volte la lunghezza della mia coda. Riconosciti sconfitto”.
La coda per misurare
Per dare un'idea della distanza che lo separava dal Cinghiale, il Camaleonte ha contato quante code come la propria ci stavano: ha confrontato la lunghezza della propria coda con la distanza tra sé e il Cinghiale. Il Camaleonte ha dunque misurato quella distanza usando la propria coda come unità di misura.
Anche gli uomini dell'antichità che, come noi, avevano la necessità di misurare i terreni di loro proprietà o gli edifici che costruivano, usarono parti del proprio corpo come unità di misura.
Cubiti, spanne, palmi
Gli antichi Egizi usavano come unità di misura il cubito, cioè la lunghezza del braccio
dal gomito alla punta
del dito più lungo, il medio.
Con questa unità di misura costruirono le loro famose piramidi. Col cubito tu puoi misurare la lunghezza della cattedra, la lunghezza e la larghezza della tua aula o del corridoio.
Più difficile ti sarà misurare la lunghezza e la larghezza del tuo banco,e più difficile ancora quelle di un libro o di un quaderno.

Gli Egizi, per misurare tutto ciò che era più corto di un cubito, usavano le spanne, cioè la lunghezza che passa, quando la mano è bene aperta, tra la punta del pollice e quella del mignolo.
Una misura di questo tipo
è usata da voi, bambini, nel gioco delle biglie che fate sulla sabbia d'estate e dagli adulti quando si vuole dare una misura approssimativa, cioè che si avvicina ma non è precisa precisa: “Quel tipo è una spanna più alto di me”.
E per le cose più corte di una spanna?

Gli Egizi ricorrevano al palmo: la larghezza di una mano con le dita unite senza considerare il pollice.
E il pollice era utilizzato per misurare piccole lunghezze.
Come vedi, fin dal tempo degli Egizi non bastava una sola unità di misura, ne occorrevano di più piccole e più grandi.

Piede, passo, doppio passo, miglio
I Greci ed i Romani usavano come unità di misura il piede ed il doppio passo.
Per doppio passo s'intende la distanza che passa fra il punto in cui si posa un piede e il punto in cui si posa di nuovo lo stesso piede camminando: praticamente due passi.
Per i Romani mille doppi passi costituivano un miglio, l'unità di misura per le lunghe distanze.
Lungo le strade costruite dai Romani
sorgevano delle pietre miliari,
poste cioè alla distanza di un miglio l'una dall'altra.
Facci caso quando vai in giro, se ne vedono ancora tante!


Ma i Greci e i Romani non usavano semplicemente parti del proprio corpo come il piede per misurare. In realtà avevano delle misure fisse che chiamavano piede perché erano lunghe più o meno come un piede di una persona adulta. Se avessero usato davvero i propri piedi, avrebbero ottenuto risultati sempre diversi. Certo, per misurare
approssimativamente, usavano davvero il piede. Per misurare con precisione, invece,
occorrono misure sempre uguali e valide per tutti.
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