NON CI STAVO CON LA GRANDEZZA NORMALE
IN ALCUNE PAGINE O SCRITTO NORMALE PERCHE' ERA POCO IL TESTO DELLA PAGINA
E SE HO SCRITTO IN BIANCO E' PERCHE' IL NERO COPRIVA TUTTO

Una notte, Loki decise di fare uno scherzo a Thor e sua moglie Sif, strappandole tutti i capelli. Per rimediare all’ira di Thor, gli promise poi che avrebbe chiesto ai nani di fabbricare dei nuovi capelli per Sif.
Sappiamo, però, com’è fatto Loki: al posto di chiedere semplicemente una parrucca magica per Sif, lanciò una sfida tra i migliori artigiani dei nani per creare degli inestimabili tesori, che sarebbero stati giudicati dagli dei. Fu così che i nani Brokk e Eitri crearono il martello di Thor, in grado cambiare dimensione, colpire ogni bersaglio e tornare sempre nelle mani del dio del tuono.
Asgardh, la città divina, il "recinto degli Asi" dove regnavano le divinità degli "Asi" comandate da "Odino". Nessun mortale poteva mettere piede nella dimora degli Dèi, potevano solo immaginare lo splendore e le ricchezze che ornavano la città. Qualcuno diceva di aver visto, in un giorno di primavera, in una radura al centro della terra, un altissima roccaforte, circondata da imponenti bastioni, da rupi scoscese e immani baratri che impedivano l'accesso agli intrusi inghiottendo gli imprudenti profanatori che osavano disturbare le sacre divinità. L'incauto spettatore rimase fulminato cercando di scorgere la cima della costruzione divina, i suoi occhi furono accecati dal sole che rifletteva i suoi raggi sulle enormi tegole d'oro masiccio che facevano da tetto alla roccaforte su cui sorge la cittadella divina Asgardh.
Asgardh - La città divina
Fu costruita dagli Dèi quando crearono il mondo, aiutati da una schiera di aiutanti da loro scelti. Per prima cosa fabbricarono un padiglione immenso facendone un'officina dove vi posero una fornace. Qui vi forgiarono un martello, un paio di tenaglie e un incudine; questi furono i prototipi dei futuri utensili terrestri. In quell'antica epoca non veniva usato il vile ferro, ma solo metalli preziosi come l'oro che servì a costruire tutte le vettovaglie divine. Con i primi utensili forgiati, gli Dèi e i loro aiutanti si posero al lavoro al centro di Asgardh, nel luogo chiamato "Idhavöllr", eressero una maestosa dimora, la più grande di tutta la cittadella divina, venne chiamata "Gladsheim", "dimora della gioia". Al suo interno tra slanciate colonne d'oro, crearono un enorme salone dove posero tredici magnifici troni, su cui nei sacri concili, le varie divinità si siedono.
. Questi troni furono ornati con pietre preziose; uno di questi però spiccava tra gli altri per maestosità e perfezione, era quello di Odino, padre e signore degli Dèi. Anche per le Dee venne innalzato un palazzo dove potevano riunirsi, venne chiamato "Vingolf" "pavimento amico". Ad Asgardh, ogni divinità possedeva i sui palazzi ed i suoi terriotori, ognuno con caratteristiche adatte al suo padrone. Odino risiedeva a "Valaskyalf" "scoglio degli uccsi" nome che richiama la macabra attività del Dio, patrono dei morti in battaglia edei suicidi, che impiccandosi, gli consacravano la vita. Dal suo alto trono, "Hlindskyalf" può vedere tutto ciò che accade sulla terra. Il Dio della luce e dell'innocenza, "Balder" viveva a "Breidhablik "vasto splendore", la più luminosa delle dimore divine. Suo figlio "Forseti" risiedeva a "Glitnir" "lucente", in un palazzo sorretto da colonne d'oro con un tetto d'argento puro.
Il posente "Thor" il più forte tra gli Dèi, era il signore di "Thrudvangar" "sentiri della potenza", dove sorgeva il palazzo "Bliskirnir" "lo splendente" che con le sue 540 sale era il più grande di Asgardh. "Njördhr" il protettore dei marinai, risiedeva a "Noatun" "dimora delle navi" (porto), mentre "Ullr", l'arciere degli Dèi, si aggirava cacciando degne prede per la mensa divina a "Ydalir" "valli dei tassi" dove oltre che la selvaggina tovava anche il legno adatto per i suoi magnifici archi. Ai confini di Asgardh, nei pressi del "Bifröst" "la tremula via" che collegava la cittadella divina al mondo dei mortali, si ergeva "Himinbjörg" la residenza del guardiano che aveva il compito di vigilare sui possedimenti divini: "Heimdallr".
Odino - Il Dio dai mille volti
Dio dagli innumerevoli appellativi, ognuno dei quali richiama una sua impresa o caratteristica, Odino è, in primo luogo, il padre degli dèi e degli uomini. L'etimologia del suo nome rimanda ad una ben definita connotazione caratteriale: Odino, sia nella forma norrena Voden che nell'antico alto tedesco Wuotan ed in quello basso Wodan, come pure nell'antico inglese Woden, significa «furore». Significato conservatosi, del resto, nel tedesco moderno Wut (rabbia, furia). La sfera d'azione simbolica dei dio non si esaurisce in quest'unica direzione, ma abbraccia molti ambiti dell'agire umano, assumendo, di volta in volta, i caratteri del dio padre, psicopompo, ispiratore dei poeti oppure depositario di una saggezza misterica.
Tremende urla selvagge rintronavano da lontano, giungendo alle orecchie dei soldati terrorizzati ed intimoriti: esse annunciavano, con la loro bestialità, l'arrivo di indomite schiere di feroci guerrieri assetati di sangue come dei lupi discesi dalle montagne innevate. I soldati, ormai intontiti ed accecati dalla paura, sapevano che si sarebbero trovati di fronte ad esseri metà uomini e metà bestie feroci che, sprezzanti dei pericolo ed incuranti delle ferite, si precipitavano in battaglia senza armatura, mordendo i loro scudi come degli assatanati, uccidendo chiunque si parasse loro innanzi. Questi oscuri dispensatori di morte e di distruzione erano forti come orsi o tori selvaggi e né fuoco né ferro avevano effetto su di loro. Indossavano solo pelli d'orso o di lupo, che contribuivano ad accentuare il loro aspetto di sinistri ambasciatori del male. Gli animaleschi guerrieri, personificazioni della furia annientatrice, erano i mitici berserkir "quelli vestiti di pelli d'orso", e gli ulfhednir, "quelli vestiti con pelli di lupo".
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