A tutte le donne che, come petali rosa, hanno fatto fiorire la scienza con il loro coraggio, la loro intelligenza e la loro passione.
Con le ricerche, le parole e l’impegno degli alunni della 5 D, queste pagine raccontano esempi di intelligenza, determinazione e amore per la conoscenza.
Che queste “Storie di petali rosa” possano ispirare altri bambini e bambine a credere nelle proprie idee, a fare domande, a scoprire e a costruire un futuro sempre più giusto e pieno di opportunità per tutti.

JOCELYN BELL
di Elisa

Jocelyn Bell Burnell è un’astrofisica nata il 15 luglio 1943 in Irlanda del Nord.
Da giovane lavorò con altri scienziati per costruire un radiotelescopio e durante le sue ricerche scoprì per la prima volta i Pulsar, oggetti nello spazio che emettono segnali radio molto regolari.
Ha insegnato fisica per molti anni alla Open University ed è stata anche project manager del James Clerk Maxwell Telescope alle Hawaii.
Dal 2002 al 2004 è stata presidente della Royal Astronomical Society e nel 2018 è diventata rettrice (Chancellor) della University of Dundee.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra cui il Magellanic Premium e il titolo di Fellow of the Royal Society of Edinburgh.
Anche se la scoperta dei pulsar portò nel 1974 al Nobel Prize in Physics 1974, il premio fu assegnato ai suoi professori e non a lei. Oggi però Jocelyn Bell Burnell è riconosciuta come una delle scienziate più importanti dell'astronomia.
MARICA BRANCHESI
di Tania

Marica Branchesi è un’astrofisica italiana. È nata a Urbino il 7 marzo 1977.
Ha studiato e lavorato all’Università di Bologna, dove nel 2006 si è specializzata in radioastronomia, studiando gli ammassi di galassie.
Nel 2013 è stata ricercatrice all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Successivamente al Gran Sasso Science Institute, dove oggi è professoressa ordinaria di fisica.
Nel 2018 è stata tra i membri fondatori del consorzio Electro-Magnetic Counterparts of Gravitational Waves, che studia i segnali luminosi collegati alle onde gravitazionali.
Dal 2021 è a capo del Consiglio scientifico osservativo del telescopio Einstein.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi, tra cui nel 2022 il Premio “Carla Fendi STEM”.
Marica Branchesi è oggi una delle scienziate italiane più importanti nello studio dell’universo.
LAURA CONTI
di Adriano

Laura Conti è stata una scienziata, scrittrice e ambientalista italiana. È nata a Udine nel 1921 ed è morta a Milano nel 1993. Da giovane ha partecipato alla Resistenza durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra ha studiato medicina ed è diventata medica.
Laura Conti è ricordata soprattutto perché ha difeso l’ambiente e ha cercato di spiegare alle persone quanto sia importante proteggere la natura. Si è occupata molto del disastro di Seveso del 1976, quando una fabbrica liberò nell’aria una sostanza molto pericolosa chiamata diossina.
Ha fondato "La Lega per l'Ambiente", oggi semplicemente LegaAmbiente.
Ha scritto diversi libri per raccontare i problemi dell’ambiente e per insegnare a rispettare la natura.
Laura Conti è considerata una delle persone più importanti in Italia nella difesa dell’ambiente.
SAMANTHA CRISTOFORETTI
di Simone
Samantha Cristoforetti è un’astronauta italiana.
È nata a Milano nel 1977 ed è cresciuta a Malé, in Trentino-Alto Adige. Da giovane era molto curiosa e le piacevano la scienza, lo spazio e le lingue straniere.

Ha studiato ingegneria ed è diventata pilota dell’Aeronautica Militare. Nel 2009 è stata scelta dall’European Space Agency per diventare astronauta.
Nel 2014 ha partecipato alla missione Futura e ha vissuto per circa sei mesi sulla International Space Station. Durante questa missione ha svolto molti esperimenti scientifici nello spazio.
Nel 2022 è tornata nello spazio con la missione Minerva. In questa occasione è diventata anche comandante della stazione spaziale per un periodo.
Oggi è un esempio molto importante, perché dimostra che con impegno e passione si possono realizzare anche i sogni più grandi, come viaggiare nello spazio.
VERA COOPER RUBIN
di Camilla

Vera Florence Cooper Rubin è stata un’astronoma americana pioniera nello studio della rotazione delle galassie, nata il 23 luglio 1928 a Filadelfia e deceduta il 25 dicembre 2016 a Princeton.
Sin da bambina amava osservare dalla finestra della sua stanza la Luna, incuriosita dai suoi continui movimenti e cambiamenti. Insieme al padre costruì un telescopio di cartone per osservare le meteore, ovvero le “stelle cadenti”.
Vera racconta come nella sua infanzia l’osservazione del cielo la convinse che “abitiamo in un mondo davvero affascinante” (“we live in a very curious world”).
Si laureò in astronomia nel 1948, poi voleva continuare gli studi nella prestigiosa università di Princeton, ma fu esclusa in quanto donna: purtroppo, in quegli anni, molte università non consentivano alle donne di studiare ad alto livello.
Per fortuna, la Cornell University l’accolse e le permise di portare avanti i suoi studi sulle galassie e i loro moti: Vera studiò oltre 200 galassie, lavorando insieme a costruttori di telescopi per migliorare le proprie osservazioni. Per proseguire le sue ricerche, le sarebbero serviti i telescopi dell’osservatorio di Palomar, in California, dove però, di nuovo, non era prevista la presenza di donne. Vera ci andò lo stesso e si impegnò perché anche le studiose potessero essere accolte nell’osservatorio.
I dati raccolti da Rubin mostravano una divergenza con le previsioni delle teorie dell’epoca: per spiegare le sue osservazioni, le galassie avrebbero dovuto contenere
molta più materia rispetto a quella visibile. Oggi si sa che questo tipo di materia esiste e viene chiamata “materia oscura”, perché non interagisce con la luce e non si conoscono le particelle di cui è composta. Si stima che componga addirittura l’85% di tutta la materia dell’universo.
Il suo lavoro più importante è stata la scoperta della divergenza tra le predizioni sul momento angolare delle galassie e il loro reale movimento misurabile, ottenuto attraverso lo studio della curva di rotazione galattica.
Vera Florence Cooper Rubin è stata una donna che è riuscita a superare senza mai abbattersi i pregiudizi sull’essere donna in un ambiente prettamente maschile.
MARIE CURIE
di Miheli

Marie Curie, il cui vero nome era Maria Salomea Skłodowska, nacque a Varsavia nel 1867 e morì nel 1934 a Passy, in Francia.
Fu una delle più importanti donne nella storia della scienza.
Marie Curie fu la prima donna a vincere il Nobel in Fisica nel 1903 per i suoi studi sulla radioattività. Qualche anno dopo vinse anche il Nobel in Chimica nel 1911, diventando la prima persona a ricevere due premi Nobel in due campi scientifici diversi.

Durante le sue ricerche scoprì due nuovi elementi chimici: il polonio, chiamato così in onore della Polonia, il suo paese d’origine, e il radio. Studiò anche la radioattività, cioè la capacità di alcuni atomi di emettere radiazioni.
Marie Curie lavorò tantissimo e non si arrese mai, anche quando incontrò molte difficoltà. La sua storia ci insegna che con curiosità, passione e impegno si possono fare grandi scoperte.
È stata un esempio molto importante e ha ispirato tante ragazze a studiare scienza e a diventare scienziate.
ROSALIND FRANKLIN
di Neema

Rosalind Franklin (vissuta tra il 1920 e il 1958) è stata una chimica britannica il cui lavoro è stato fondamentale per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA.
Sebbene il suo contributo sia stato a lungo sottovalutato, oggi è riconosciuta come una delle figure più importanti della scienza moderna per aver fornito le prove sperimentali decisive attraverso la diffrazione a raggi X.
Il contributo piùù celebre della Franklin è la Foto 51, un' immagine ottenuta nel 1952 presso il King's College di London.
L'immagine mostrava una chiara disposizione a "X", che per l'occhio esperto indicava una doppia elica.
La foto fu mostrata, all'insaputa della Franklin, a James Watson e Francis Crick dal collega Marice Wilkins. Questi dati permisero ai due scienziati di costruire il loro famoso modello del DNA. Watson, Crick e Wilkins ricevettero il premio Nobel per la Medicina nel 1962.
Rosalind Franklin, morta di tumore a soli 37 anni nel 1958, non fu inclusa nel riconoscimento perché il Nobel non viene assegnato postumo.
Oggi è un simbolo della determinazione delle donne nelle materie STEM e l'ESA ha dato il suo nome al rover della missione ExoMars.
SOPHIA GERMAIN
di Sofia

Sophie Germain era una matematica francese. È nata a Parigi nel 1776.
Quando era bambina le piacevano molto i numeri e la matematica. A quel tempo però le donne non potevano studiare facilmente queste materie. Per questo Sophie studiava da sola a casa e leggeva tanti libri.
Sophie Germain diventò molto brava in matematica. Studiò i numeri e aiutò gli scienziati a capire meglio come funzionano alcune cose, come le vibrazioni e le forme degli oggetti.
Anche se all’inizio non era facile per lei, non si è arresa e ha continuato a studiare.
Sophie Germain è un esempio importante perché ci insegna che, con impegno e passione, possiamo imparare tante cose e realizzare i nostri sogni.
FABIOLA GIANOTTI
di Massimo
Fabiola Gianotti è una fisica italiana e direttrice generale del CERN di Ginevra.
È nata a Roma il 29 ottobre 1960.
Appassionata sin da piccola alle materie scientifiche sceglie all'università la facoltà di fisica e dopo la laurea, nel 1987, entra a far parte del CERN di Ginevra, l'organizzazione europea per la ricerca nucleare.
Lei coordina l'esperimento ATLAS dal 1999 al 2003.
Nel luglio 2012 fa sapere al mondo che è stato scoperto
per la prima volta il Bosone di Higgs.
Questa scoperta l'ha portata ad essere tra le cinque persone più importanti del 2012.
Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti
tra i quali il premio Nonino per la ricerca e il premio Enrico Fermi per la ricerca in Fisica.
Il premio Nonino viene riconosciuto per la cultura, la letteratura, l'enogastronomia, dalla famiglia Nonino. Fabiola Gianotti lo vinse nel 2013.
È considerata tra le 100 donne più importanti al mondo.

JANE GOODALL
di Chiara

La dottoressa Valerie Jane Goodall è una delle figure più straordinarie del nostro tempo. La sua storia è un racconto di passione, determinazione e amore per la natura, che ha rivoluzionato la nostra comprensione degli scimpanzé e del rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale.
Jane nasce il 3 aprile 1934 a Londra, e cresce a Bournemouth, nel sud del Paese, in una famiglia amante della natura. Fin da bambina è molto curiosa e affascinata dalla vita all’aperto e dagli animali.
Sua madre, Margaret Myfanwy Joseph, scrittrice, la supporta e incoraggia a inseguire i suoi sogni, sottolineando che con dedizione e passione nulla è impossibile. Tuttavia, la strada per realizzare questo sogno non è semplice. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua famiglia affronta difficoltà economiche, e Jane non può permettersi di frequentare l’università. Ma nel 1957, quell’occasione arriva! Un’amica trasferitasi in Kenya, infatti, la invita a farle visita e a soggiornare da lei per un po’.
È proprio qui che Jane incontra il famoso paleontologo Louis Leakey, e questo incontro cambierà la sua vita per sempre. Leakey intuisce infatti il potenziale della giovane donna e le propone di studiare gli scimpanzé selvatici.
I primi tempi sono difficili: gli scimpanzé la evitano, la vegetazione è fitta e il terreno impervio. Tuttavia, la sua pazienza e perseveranza vengono premiate. Un giorno, un maschio adulto, che Jane chiamerà David Greybeard (David Barbagrigia), si avvicina e accetta la sua presenza. È proprio così che, grazie alla fiducia di David, a poco a poco Jane viene accettata dagli scimpanzé e inizia a osservarne il comportamento da vicino.
Le sue scoperte cambiano il corso della scienza.
Osservando David Greybeard utilizzare un filo d’erba per pescare termiti da un termitaio, dimostra per la prima volta che non sono solo gli esseri umani a saper utilizzare strumenti. Documenta inoltre comportamenti di caccia coordinata tra scimpanzé, sfidando l’idea che fossero esclusivamente vegetariani. Jane rileva anche gerarchie sociali intricate, legami di amicizia e persino episodi di conflitto e riconciliazione, dimostrando che le loro comunità sono molto più simili a quelle umane di quanto si credesse.
Negli anni ‘80, tuttavia, Jane si rende conto che la sopravvivenza degli scimpanzé è minacciata. Sorvolando il Parco Nazionale di Gombe vede un paesaggio devastato dalla deforestazione.
Nel 1977 fonda così il Jane Goodall Institute (JGI), un’organizzazione globale dedicata alla protezione degli scimpanzé e alla conservazione del loro habitat. Attraverso programmi di educazione ambientale e sviluppo sostenibile, il JGI aiuta le comunità locali a vivere in armonia con la natura. Nel 1991 crea inoltre il programma Roots & Shoots (Radici & Germogli)
Oggi Jane Goodall è un’icona globale, non solo per le sue scoperte scientifiche, ma anche per il suo messaggio di speranza. Nominata Messaggera di Pace per l’ONU nel 2002, viaggia instancabilmente circa 300 giorni all’anno per sensibilizzare il mondo sull’importanza della conservazione e della lotta all’inquinamento e alla
perdita di biodiversità.
La storia di Jane Goodall è una grande fonte di ispirazione. Dimostra che anche i sogni più grandi possono diventare realtà quando si ha il coraggio di perseguirli. E prova che la passione, la determinazione e il coraggio possono trasformare una ragazza con un sogno in una figura leggendaria, in grado di influenzare milioni di persone e di lasciare un segno indelebile nella scienza e nella protezione del pianeta in cui viviamo.
Jane Goodall muore il 1 ottobre 2025.
MARGHERITA HACK
di Sergio Giuseppe







IPAZIA
di Afshin

Chi era:
Ipazia nacque ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C. Figlia di Teone, famoso matematico, imparò da lui e divenne una studiosa ancora più brava.
Il suo lavoro e le passioni:Ipazia era insegnante, matematica e studiosa delle stelle. Spiegava la filosofia di Platone e Aristotele,
scriveva libri di geometria, studiava i pianeti e inventava strumenti come l’astrolabio e l’idroscopio.
donna coraggiosa in tempi difficili:
Visse in un periodo di forti tensioni tra politica e religione. Essendo pagana e amica del governatore, era considerata una figura potente e “scomoda”.
Il suo sacrificio:
Nel 415 d.C. fu uccisa da fanatici perché ostacolava il potere della Chiesa locale. La sua morte segnò la fine di un’epoca di libertà scientifica ad Alessandria.
Perché la ricordiamo ancora:
Ipazia è simbolo di logica, conoscenza e coraggio. Rappresenta la forza delle donne che eccellono nella scienza nonostante le difficoltà.
KATHERINE JOHNSON
di Lorenzo
Katherine Johnson (1918-2020) è stata una straordinaria matematica, fisica e scienziata spaziale statunitense, il cui lavoro è stato fondamentale per il successo delle prime missioni spaziali della NASA con equipaggio umano.
In un'epoca in cui i computer elettronici erano ancora agli inizi e poco affidabili, Katherine Johnson veniva chiamata "computer umano". Era dotata di una capacità di calcolo prodigiosa e si occupava di tracciare le traiettorie di volo manuali.
C ontributi storici:
Calcolò la traiettoria per il volo di Alan Shepard, il primo americano nello spazio (1961).
Fu determinante per la missione di John Glenn (1962): Glenn non si fidava dei calcoli dei nuovi computer elettronici della NASA e chiese esplicitamente che fosse Katherine a ricontrollare i numeri a mano prima di decollare.
Lavorò ai calcoli per la missione Apollo 11, che portò i primi uomini sulla Luna
nel 1969.

Lotta contro i pregiudizi:
Come donna afroamericana che lavorava alla NASA durante l'era della segregazione razziale e in un campo dominato dagli uomini, dovette superare enormi barriere sociali e professionali. Inizialmente lavorava in un dipartimento segregato chiamato "West Area Computers".
Riconoscimenti:
Per decenni il suo lavoro è rimasto poco noto al grande pubblico. La sua storia è diventata famosa in tutto il mondo grazie al libro e al film "Il diritto di contare" (Hidden Figures). Nel 2015, il presidente Barack Obama le ha conferito la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti.

KATIA KRAFFT
di Federico

Katia Krafft è stata una scienziata francese che studiava i vulcani. È nata nel 1942 in Francia.
Fin da giovane era molto curiosa e appassionata della natura. Insieme a suo marito, Maurice Krafft, ha viaggiato in molte parti del mondo per osservare da vicino i vulcani e capire come funzionano.
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