Anno scolastico 2018-2019.
Classi terza e quarta



C'era una volta un vecchio mugnaio che lasciò in eredità ai figli i suoi averi: al più grande toccò il mulino, al figlio di mezzo toccò un vecchio asino e infine, al più giovane, un gatto.
Il ragazzo non sapeva cosa farsene di quel gatto e si chiedeva come sarebbe riuscito a procurarsi qualcosa da mettere sotto i denti.
Ma il gatto gli disse: "Non preoccuparti, procurami un paio di stivali e un cappello, e fidati di me"

Il gatto arrivò alle porte del castello e bussò, poi consegnò i fagiani al cuoco e gli disse di riferire al re che si trattava di un omaggio del Marchese di Carabas

Il ragazzo fece proprio come gli era stato detto. Il gatto infilò gli stivali e si addentrò nel bosco, a caccia di selvaggina.
Tornò poco più tardi, con due bei fagiani. "Che meraviglia! Questa sera festeggeremo1" disse il ragazzo.
Ma i fagiani non erano per loro: "Questi non sono per te; li porterò in omaggio al re" rispose il gatto.
Poi uscì.

Il gatto continuò così a lungo: ogni giorno portava qualche dono al re, da parte del Marchese di Carabas, e intanto il suo padrone faceva la fame. Poi, una mattina, disse al ragazzo: "Vieni con me; quando raggiungeremo il fiume, andrai a fare un bagno. Ma non appena vedrai passare la carrozza reale, fingi di annegare".
I due uscirono di casa e raggiunsero il fiume; il ragazzo entrò in acqua mentre il gatto andò a far visita ai contadini che coltivavano i campi lungo le sponde.

"Se il re ve lo chiederà, dovrete rispondere che questi campi sono di proprietà del Marchese di Carabas; se non lo farete, vi farò uccidere tutti. Chiaro?" sibilò il gatto. E i contadini, chinando il capo, annuirono.
Dopo qualche tempo, passo di lì la carrozza del re, con i suoi cavalieri al seguito; "Di chi sono queste terre?" chiese il re a uno dei contadini che stavano estirpando le erbacce.
"Del Marchese di Carabas, Maestà" rispose il contadino.
"Lo stesso Marchese che ci porta doni ogni giorno? Dev'essere un uomo ricco e buono" pensò tra sé il re.

Poco più avanti, incontrò il gatto con gli stivali, che agitava le zampine disperandosi: "Aiutatemi! Aiutatemi! Il mio padrone, il Marchese di Carabas, sta affogando nel fiume".
Il re ordinò ai suoi cavalieri di salvarlo e lo fece tirar fuori dall'acqua; poi gli fece dare i suoi vestiti più belli, prendendoli dai bauli che portava sulla carrozza.

Mentre il re si intratteneva con il ragazzo, convinto che si trattasse di un ricco nobile, il gatto li abbandonò e corse avanti. C'era infatti lungo la strada un castello, abitato da un orco. L'orco era famoso per la sua abilità di trasformarsi in qualunque animale volesse.

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