
Nella religione vichinga, Atli era la divinità della guerra.
Il suo regno si estendeva dalle lontane e gelide lande dello Jutland fino alla terra di Asgard. I Vichinghi gli tributavano molte offerte, chiedevano il suo appoggio in guerra e, durante i banchetti, narravano le sue gesta. Il dio era noto per le sue battaglie contro i giganti, per difendere Midgard, la terra degli umani.
Atli era anche famoso oltre che per la sue abilità, anche per la sua infallibile arma, un potente martello, fabbricato dai nani Brokk e Sindri, che aveva la velocità di un fulmine e la potenza di un tuono. Il dio della guerra era il figlio del padre di tutti gli dei, Odino, che spesso faceva accompagnare Atli da Loge, un dio mendace, capace di ingannare qualsiasi mente lui volesse. Inoltre, questi era anche un abile mago e un mutaforma, ossia, un'entità capace assumere le sembianze di qualsiasi essere vivente.
Durante un lungo e freddo inverno Atli, incoraggiato dal padre Odino, che aveva percepito che qualcosa di strano stava accadendo in quella terra, decise di dirigersi a Jotunheimr, il regno dei giganti. Con lui c'erano il suo inseparabile amico Loge e i suoi fidati servitori, Thialfi e Roskva, umani ed entrambi figli di contadini.
Thialfi era velocissimo nella corsa, Roskva invece era la campionessa umana di tafl, un gioco da tavolo nordico.
I quattro, in sella ai montoni volanti, Tanngnjostr e Tanngrisnir, solcarono i cieli fino ad arrivare a Jotunheimr.
Dopo un lungo viaggio, i quattro atterrarono su una spiaggia dalla sabbia nera sulla quale giacevano i relitti delle navi dei giganti distrutte da una violentissima tempesta.
Atli e Loge iniziarono un giro di perlustrazione facendosi strada tra i cadaveri dei giganti morti durante l'uragano e le carcasse delle bestie di Jotunheimr.
Attraversati luoghi sinistri come la grande Foresta dei Rimpianti, gli interminabili Ghiacciai Nebbiosi e le Pianure Sterminate, Atli e i suoi compagni, stanchi e affamati, arrivarono davanti al castello di Utgardr, residenza del re Utgarda-Loki, abile nell'utilizzo della magia illusoria. L'edificio era fatto con spessi muri di pietra ed era sormontato da due alte torri di avvistamento. Aveva un aspetto tutt'altro che rassicurante!
I quattro compagni entrarono nel castello e videro che era deserto: non trovarono anima viva e nessuna traccia di giganti. Tutto era in perfetto ordine, c'era persino una tavola imbandita con cibo in abbondanza e calici di idromele.
Sembrava tutto troppo strano, così i quattro avventurieri uscirono dal castello e videro una nave che trasportava un esercito di giganti diretta verso Midgard per attaccarla.
Atli corse verso il mare per tentare di fermare l'imbarcazione, ma arrivò tardi, infatti la nave era già salpata.
Questa cosa fece infuriare il dio della guerra, che prese il suo martello magico, e scagliò un fulmine che illuminò il cielo e abbatté la nave in in solo colpo.
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