
All'inizio della primavera dell'anno 2089, il botanico Oscar Smith era impegnato nel suo laboratorio, tra semi e piante, per trovare un nuovo ormone vegetale che potesse ingigantire le piante coltivate per aumentare le rese in agricoltura. Ad un tratto però, un urto accidentale fece cadere una delle sue provette sulla scrivania, dove c'era una piccola piantina di Dionaea muscipula, una comune pianta insettivora.
La soluzione, che aveva dato scarsi risultati sulle piante coltivate, invece reagì rapidamente nella pianta che cominciò a crescere a dismisura. La piantina, che inizialmente era alta appena una ventina di centimetri, dopo due giorni era alta quasi un metro e dopo una settimana quasi dieci e aveva un fusto largo più di un metro. I suoi rami erano prensili e la cosa più strabiliante era che la pianta poteva uscire dal terreno e strisciare con le sue radici, per dirigersi nei posti più ricchi di luce e per andare a caccia di vite umane per sostenere il suo sempre più rapido accrescimento.
Il mostro era diventato il terrore della città e si parlava di essa in tutto il mondo. Vani erano stati tutti i tentativi per abbattere la pianta assassina. Erano caduti sul campo di battaglia soldati dell'esercito, poliziotti e guardie forestali: le pallottole rimbalzavano come palline di gomma, i lanciafiamme utilizzati non avevano nessun effetto e le bombe lanciate da elicotteri e aerei le facevano appena il solletico.
Nessuno quindi sapeva cosa fare per fermare l'ira della pianta carnivora assetata di sangue e di luce. Ma un bel giorno l'idea venne a Charles, un prodigioso studente modello della National College middle school, che amava tanto le scienze naturali. Ideò un tranello che poteva essere risolutivo contro il nemico verde. Ne parlò con i suoi genitori e insieme andarono dal capo della Polizia a organizzare un piano per salvare la città.
Fu riempito lo stadio dei NY Giants per l'incontro di football americano contro i Chicago Bulls. L'incontro era di sera e i watt di corrente per illuminare a giorno la struttura non si contavano.
La pianta, attirata dalle persone e dalla luce subito entrò nello stadio, ma immediatamente le persone, precedentemente istruite cominciarono a scappare lungo percorsi precedentemente studiati per mettersi in salvo.
Contemporaneamente furono spente le luci e venne calata la copertura dello stadio che era stata appositamente oscurata.
La pianta carnivora era così in trappola. Si dimenava, ma la struttura riusciva a reggere i colpi. Nel frattempo la mancanza di luce necessaria alla fotosintesi clorofilliana indeboliva sempre di più il mostro che presto morì.
La pianta ormai secca fu tagliata a pezzi e bruciata e il giovane studente, amante della biologia fu portato in trionfo per tutta la città.
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