
Un fabbro è una persona che crea oggetti di ferro o d'acciaio, utilizzando a questo scopo attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al metallo quando questo si trova in uno stato non liquido.
Un fabbro che lavora principalmente sugli attrezzi per i cavalli è chiamato maniscalco. Il maniscalco lavora con il metallo nero, specialmente ferro. Il colore nero proviene da uno strato di ossido che si deposita sulla superficie del metallo durante il riscaldamento.
Prima della rivoluzione industriale, la fucina era alla base di ogni città. Le tecniche di produzione di massa hanno ridotto la presenza dei fabbri, e il loro lavoro resiste dove il lavoro di artigianato tradizionale è ancora richiesto, soprattutto in Africa, India, zone del sudest asiatico. Negli anni recenti la forgiatura dell'acciaio inossidabile ha ridato vita al lavoro del fabbro.
Uno dei fabbri più famosi era Efesto (o Vulcano per i Romani), dio del fuoco nella religione romana ed in quella greca: secondo la mitologia la sua fucina si trova nelle viscere dell'Etna. La figura del fabbro ha ispirato Andrea Pisano nella formella del Campanile di Giotto e, nel Novecento, una delle facce delle vecchie monete da 50 lire rappresenta questo antico mestiere.
Solitamente il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incandescente, e successivamente sottoposto alla lavorazione di forgiatura. Questo tipo di lavorazione è stata una delle prime tecniche utilizzate per la lavorazione dei metalli. Il termine "fabbro" proviene dalla parola latina faber.
I fabbri lavorano riscaldando le parti di ferro modellato o di acciaio in usere modellato con gli attrezzi, come, ad esempio, un martello. Il riscaldamento è compiuto tramite l'uso di una forgia rifornita da propano, gas naturale, carbone, carbone di legna, o coke. I fabbri possono usare la fiamma ossidrica o la fiamma ossi-acetilenica, per riscaldare il metallo in punti più circoscritti.
Il colore è un indicatore molto utile della temperatura e lavorabilità del metallo: man mano che si riscalda il ferro prima diventa rosso, poi arancione, giallo, e infine bianco. La temperatura ideale per la maggior parte delle operazioni di forgiatura è quella corrispondente al colore giallo-arancio, più o meno nota come calore di forgiatura. Per evitare che la luce ambiente impedisca loro di valutare con precisione il colore del metallo, molti fabbri lavorano al buio, o in ambienti poco illuminati.
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