
Era il 1917, la prima guerra mondiale ormai da più di tre anni aveva sconvolto e martoriato l'Europa...
Fabrizio Cacciatore, un ragazzo diciannovenne di origini contadine, fante del 1 Reggimento della Brigata Re , si trovò sepolto vivo da una catasta di corpi nella piana desolata di Caporetto, dopo una feroce e sanguinosa battaglia.
Era rimasto nascosto tra i cadaveri dei suoi compagni per ore, temendo di essere visto dai soldati nemici di sentinella. Era affamato e raffreddato e il solo pensiero di raccontare tutto ai suoi nipoti, un domani, gli permettevano di non perdere il senno. Appena non sentì più i rumori, si mise in cammino senza meta, senza sapere dove si trovasse né dove stesse andando. Aveva la febbre alta e una tosse continua e attorno a lui c'erano solo morti, pioggia, fango e gelo.
Dopo due giorni di marcia, in preda ai morsi della fame, si avvicinò a un casolare nelle campagne di Nimis, una piccola località friulana vicino Udine, e qui chiese aiuto. Attraverso la finestra Fabrizio scorse il volto di una bella donna e sentì i versi di alcuni animali che provenivano da una stalla vicina alla casa, non li vedeva e pensò che stesse delirando a causa della febbre che ormai aveva da giorni. Quando Fabrizio si decise a bussare, la donna lo fece entrare, fu solo un attimo perché poi il ragazzo perse i sensi. La donna che aveva aperto, dopo i primi attimi di paura e di incertezza, si rese conto che si trattava di un soldato, per giunta molto giovane e così decise di accoglierlo nella sua casa. Passarono le settimane e , con la sorpresa della donna, Fabrizio, dopo avere per giorni delirato in preda a una febbre fortissima, si riprese miracolosamente.
Di quello strano mese Fabrizio non ricordava molto, solo che quella donna, nel villaggio di Nimis, era una vedova e che era stata lei, con cure amorevoli e pazienti, a salvarlo dalla polmonite.
Durante l'inverno del 1918 Fabrizio si riprese e aiutò la donna con il lavoro nei campi. Però, durante gli ultimi giorni di guerra, il soldato doveva trovare il modo di tornare a casa propria, nelle Marche. Però non era facile: il Friuli, dove loro si trovavano era attraversato da nemici in ritirata e l'esercito italiano avanzava, il rischio di passare per un disertore era grande. In più era anche difficile dirglielo, perché ormai con quella donna aveva anche instaurato un bel rapporto di amicizia.
Per questo decise di scappare, prendendo un treno che portava verso Sud, nascondendosi nel vagone merci. Alla fine, la notte scese dal treno che lo aveva portato fino a Bari, anchilosato e con le articolazioni rattrappite, dato che aveva trascorso il viaggio raggomitolato sotto dei sacchi di sabbia. Giunto nella stazione di Bari, Fabrizio decise di spostarsi a piedi verso l'entroterra pugliese. Dopo lunghe peripezie e dopo tanti giorni, Fabrizio sul suo cammino incontrò un contadino che gli offrì un passaggio col suo carretto. Alla fine il giovane arrivò ad Ancona, dopo un viaggio difficile e pericoloso. Qui, dopo la guerra, ricominciò il suo lavoro di contadino e fu proprio nella città marchigiana che incontrò una bella ragazza di nome Daniela, con la quale ebbe 5 figli: Lorenzo, Francesco, Pietro, Paolo e Rita.
- Full access to our public library
- Save favorite books
- Interact with authors

- < BEGINNING
- END >
-
DOWNLOAD
-
LIKE
-
COMMENT()
-
SHARE
-
SAVE
-
BUY THIS BOOK
(from $2.99+) -
BUY THIS BOOK
(from $2.99+) - DOWNLOAD
- LIKE
- COMMENT ()
- SHARE
- SAVE
- Report
-
BUY
-
LIKE
-
COMMENT()
-
SHARE
- Excessive Violence
- Harassment
- Offensive Pictures
- Spelling & Grammar Errors
- Unfinished
- Other Problem

COMMENTS
Click 'X' to report any negative comments. Thanks!