Lavoro eseguito in modalità cooperativa
dalla classe 3A scuola "Borgonuovo"
2021/2022

Buh ha paura di tutto, anche della sua ombra. Per questo lo chiamano “Buh” e nessuno si ricorda nemmeno più il suo vero nome. “Voi non capite,” dice, “le ombre sono pericolose!” e tutti gli ridono dietro e gli fanno BUH! per spaventarlo.
Ma Buh sa benissimo di cosa parla. Nella scuola sta succedendo qualcosa di strano e molto presto tutti dovranno rendersene conto. Sono settimane che cerca di impedire alla sua ombra di staccarsi da lui per andare a combinare guai in giro. E una mattina viene svegliato da grida che echeggiano in tutta la scuola...
Ombra è scappata e stanno per accadere grossi guai…
Buh, o per meglio dire Max, era questo il suo vero nome, inizia a cercare ombra in tutte le aule della scuola di Eximietas.
Le aule erano enormi, alcune sembravano antichissime, altre ultramoderne, ma avevano tutte in comune una cosa: erano belle, tanto da sembrare veri e propri musei.
Impaurito e intimidito, Buh passa da un'aula all'altra cercando ovunque ombra.
Arrivato nell'aula di scienze, nota alcuni alunni del primo anno tremanti e sconcertati che piangono e si stringono fra loro.
Dopo qualche istante il professore di scienze entra nell'aula e vede tutti gli alunni agitati e impauriti.
Buh era vicino a loro e non riusciva a parlare dalla paura e dal pensiero che ombra fosse stata lì.
Il professor Alfonzus guarda Buh insospettito perché crede che abbia fatto qualche scherzo sciocco ai ragazzi del primo anno.
In effetti il prof non aveva tutti i torti perché Buh era solito combinare molti guai, si divertiva a raccontare storie strane sulle ombre e non era mai attento alle lezioni.
Max era perennemente distratto durante l’ora di scienze, la sua mente era sempre altrove e questo infastidiva molto il prof Alfonzus che, anche questa volta, era convinto fosse lui il responsabile della situazione che aveva davanti agli occhi.
“Vieni con me nell'aula di storia. Buh, dobbiamo parlare...ma in privato!”.
Lo trascina fuori per finire la questione, ma ecco che si sente una voce di un alunno del primo anno dal fondo dell’aula:” Aspetti prof, Buh non c’entra niente. È solo preoccupato per noi.”
Christian, era questo il nome del bambino, spiegò che erano tutti rimasti pietrificati dal passaggio di un qualcosa che aveva attraversato velocemente l'aula …” Sì professore, era proprio la mia ombra" replica Buh, sicuro del tutto.
Buh, lo sai che le ombre non possono agire senza il nostro corpo, le ombre fanno parte di noi, quindi ora basta, smettila di dire queste assurdità!”.
Improvvisamente qualcosa li sfiora... un vento gelido attraversa i loro corpi.
A quel punto il professore diventa rigido: in quel momento gli parve di vedere proprio un'ombra...restò pietrificato.
“Buh credo che tu abbia ragione...le ombre sono qui e sono pericolose. Sento che qualcosa di terribile sta per accadere!”
Rientrano nell'aula di scienze, ma non riescono a credere ai loro occhi: l'aula è completamente vuota, la cattedra a soqquadro, le pozioni con gli esperimenti tutti completamente rovesciati sul pavimento...un'aria gelida attraversa la stanza.
Dal fondo dell'aula si sente una voce tremula, uno scricchiolio. Poi vedono la porta del vecchio armadio di legno aprirsi.
Christian uscì fuori timidamente. Era l'unico rimasto in quell'aula dopo il passaggio di un gelido vortice che l’aveva velocemente attraversata.
Era riuscito a nascondersi quando quel qualcosa di indefinito aveva travolto e risucchiato tutti i suoi amici portandoli chissà dove.
“Dobbiamo unire le nostre menti e le nostre forze! Dobbiamo salvare la nostra scuola! Siamo tutti in pericolo “disse.
I tre a quel punto iniziarono a correre per la scuola in cerca degli altri, in cerca di una soluzione.



L'aula di storia era aperta. La professoressa Historica stava tenendo la sua lezione sui fossili.
Decidono di entrare: i loro sguardi diventano vitrei, Buh era pallido. Percepiva qualcosa di strano, sicuramente ombra era stata lì.
Ma la professoressa sembra non essersi accorta di nulla, tanto da organizzare velocemente una tappa al museo di storia naturale per continuare la sua lezione sui fossili.
La scuola di Eximietas era strabiliante e prestigiosa: aveva persino musei veri e propri al suo interno.
Buh, il prof Alfonzus e Christian decidono di seguirla.


Arrivati al museo, la professoressa Historica inizia a spiegare i processi di fossilizzazione mostrando alcuni fossili d'ambra bellissimi.
Buh e Christian osservano tutto intorno e ammirano quei fossili, ma sentono che in loro c'era qualcosa di strano.
Gli sembra ad un tratto di vedere alcune ombre, come se fossero imprigionate nelle teche.
Sembravano essere fossilizzate.
Improvvisamente un'aria gelida attraversa il museo.
Si sente un urlo agghiacciante e delle voci gridare AIUTO. Le voci sembravano provenire da fuori.
A quel punto Buh e il suo amico Chris si catapultano in giardino, ma non c'era più traccia del professor Alfonzus.



La scuola di Eximietas, che sorgeva alle pendici del vulcano Fuotus, era circondata da giardini sospesi avvolti nella nebbia.
C'erano alberi molto grandi e rigogliosi che davano tanta vegetazione.
Ma un albero, in particolare, attira l'attenzione di Buh e Christian: era un albero diverso dagli altri, possente.
Emanava una luce particolare ed emetteva strane vibrazioni.
Improvvisamente Buh nota qualcosa ai piedi dell'albero: era una strana matita piena di colori, luccicante e luminosa.
La raccoglie e senza pensarci troppo la mette in tasca.
Ma ecco che una melodia piuttosto inquietante si diffonde adesso nell'aria...
Buh e Chris, spaventati, si stringono forte e si appoggiano all'albero...la melodia era ipnotizzante.
I due amici, senza riuscire a fare altro, vengono trascinati verso il centro dell'albero dove un buco nero li risucchia.
Erano entrati nel mondo oscuro, il mondo tenebroso, privo di colori.
Tutt’intorno a loro c'era una pianura arida, senza erba e, in lontananza, si intravedevano montagne sospese nel vuoto e su una di queste, la più imponente, risaltava un enorme castello dall’aria inquietante avvolto da nebbie fitte.
Poi di nuovo si sente un urlo agghiacciante e le voci gridare AIUTO.
“Senti anche tu Chris queste voci?”
“Sì Buh, provengono da laggiù, proprio dal castello”.
“Ma è terribile, saranno lì i nostri amici?
Sarà lì il professor Alfonzus?”
“Ho paura Buh”…


“Anche io Chris, ho sempre avuto tanta paura, di tutto e soprattutto della mia ombra, ma ora è il momento di abbattere le nostre paure e farci forza.
Buh sa bene di cosa parla...quella mattina era stato svegliato da urla terrificanti e una visione gli aveva rivelato che la scuola era in pericolo. Le ombre si staccavano dai corpi e travolgevano Eximietas per rubare proprio quei corpi e trascinarli nel loro mondo tenebroso.
Il primo sarebbe stato proprio il professor Alfonzus, la visione di Buh si stava avverando. Il ragazzo aveva capito quale fosse la sua missione.
Spavaldi e uniti, si avviano verso il castello, ma c'era un grande ostacolo da superare: il castello era sospeso su una montagna e loro lo fissavano dall'arida pianura...come fare a raggiungerlo?
Ecco che Max intravede altre montagne a mezz'aria.
L'unico modo per raggiungere il castello era saltare da una montagna all'altra con agilità e forza.
Ci riescono solo grazie al reciproco aiuto e alla forza che si danno l’un l’altro.
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